L’esegesi spiccia? Un bel giorno siamo nel 1967 e Gianni Brera,il più grande giornalista sportivo italiano coniò il termine a ragion veduta per tatuare indelebilmente nel tempo il confronto tra due formazioni che pur non essendo della stessa città e nemmeno nella stessa regione erano ammantate da profonda rivalità e da albi d’oro di alto lignaggio, pur se differenti nelle proporzioni.
Senza contare i milioni di tifosi che dimorano da sempre nelle due maglie, guarda caso a strisce verticali differenziate dall’azzurro e dal bianco, i match sempre sull’orlo del delirio sportivo e una storia manageriale di alto spessore.
Dinastie e saghe familiari che negli anni hanno segnato la storia delle società nonché dell’imprenditoria italiana, quella con la I maiuscola, che nella fattispecie hanno cercato e trovato gloria nel football.
Inter e Juve, Milano e Torino, diverse tra di loro che per tradizione non si piglierebbero, con i milanesi da sempre orgogliosi della loro città capitale e simbolo della moda e del commercio, aperta e volitiva, sbrigativa, estroversa ed essenziale con il Duomo, mentre i torinesi che la capitale l’hanno avuta in casa più malinconici e cortesi, riservati e parsimoniosi, con la Mole, ma badate siamo nell’ambito dei clichè ,lo scrivente non ambisce a narrare confronti che meriterebbero anamnesi piu’ volitive.
Cosa ci rimane in mano? La partita di questa sera all’Allianz Stadium, pure questo molto diverso dal Meazza, dove gli uomini di Allegri rilanciati dagli ultimi risultati ci proveranno.Ma dovranno fare bene i conti con i campioni d’Italia di mister Inzaghi che cercano la prestazione maiuscola per credere ancora nella vetta pur se distanziati.In attesa di Milan Bologna posticipo del lunedì sera.
E allora via, l’ennesimo “derby d’Italia“ che sta per iniziare e’ ufficialmente il numero 244 e vorremmo non finissero mai.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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