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Il “delattore”

Alessandro Gassmann, che da sempre si è ripreso la doppia enne del cognome dal nonno dopo la rinuncia del padre, si riprende anche la privacy e la tranquillità a casa spegnendo un party dei vicini

Alessandro Gassmann, che da sempre si è ripreso la doppia enne del cognome dal nonno dopo la rinuncia del padre, si riprende anche la privacy e la tranquillità a casa spegnendo un party dei vicini chiamando la polizia, non senza imbarazzo di scelta.

La notizia sembra oramai essere in quiescenza ma rimbalza ancora sui media, tiene e interroga.

C’è poco da fare spacca letteralmente in due la platea, da una parte chi chiede il rispetto delle regole dopo 500 giorni di pandemia o giù di lì, dall’altra chi vive il tutto con violenza e minacce aizzando follower e agitando il mantra dei delatori vip.

Esce di tutto, dalle spie della Germania est ad Anna Frank, la rete, seguendo le sue regole selvagge e istintive diventa ridda e arena, vespaio e fustigatore di costumi e comportamenti e ancorché censore, mentre l’attore alla fine, dopo qualche nottata che non passa derubrica il tutto riaffermndo che il rispetto della normativa è l’unico modo per portare a casa un risultato vincente.

E oggi rilancia un carico da 10 con una proposta ad alta voce. “Spazi all’aperto per spettacoli dal vivo”.Per districarsi dal pantano annoso del Covid, con la sindaca Raggi che annuisce.

Instacult di Mauro Lama

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