Il Centro Ebraico Il Pitigliani di Roma, da oltre un decennio, commemora il Giorno della Memoria con incontri familiari intimi, presentando storie toccanti raccolte tra le mura del centro. Queste narrazioni, ora riunite in un volume, documentano le vicende degli ebrei italiani durante gli anni della Shoà, offrendo una preziosa testimonianza della memoria familiare e contribuendo in modo unico alla comprensione della Storia.
ROMA. Da oltre un decennio, il Centro Ebraico Il Pitigliani di Roma diventa il luogo d’incontro di famiglie durante il Giorno della Memoria, trasformando la commemorazione della Shoà in un momento intimo e significativo. In occasione di questo evento, il Centro ha presentato un volume contenente le toccanti narrazioni raccolte tra le mura del Pitigliani, che documentano le vicende degli ebrei italiani dal 1938 al 1945. Queste testimonianze, offerte da figli e nipoti dei protagonisti, non solo preservano la memoria familiare ma si rivelano anche tracce essenziali della Storia, aprendo finestre inedite su quegli anni drammatici.
Il Pitigliani, inaugurato nel 1902 come orfanotrofio, ha evoluto la sua missione nel corso degli anni. Dopo le due guerre mondiali, ha fornito massicciamente sostegno alle famiglie disagiate, diventando un centro di accoglienza e dimora temporanea per gli ebrei profughi dalla Libia nel 1967 e dall’Iran nel 1979-80. Tra il 1987 e il 1997, il Pitigliani è stato il Bait Bet, una “seconda casa” dedicata all’educazione ebraica.
Oggi, il Centro Ebraico Il Pitigliani si dedica principalmente a iniziative educative e assistenziali per i giovani della Comunità Ebraica, con un focus speciale sulle famiglie più bisognose. L’assistenza, l’educazione e la diffusione della storia, delle tradizioni e dei principi dell’etica ebraica sono al centro dell’impegno quotidiano del Pitigliani, testimoniando il suo ruolo imprescindibile nella preservazione della memoria e nell’offrire sostegno alle generazioni future.

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