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Il cambio dei giochi

1 minuti di lettura

La necessità delle linee guida per diventare adulti

Dott.ssa Elena Santomartino, psicologa

L’adolescenza è quel periodo di tempo che segna il passaggio dell’età infantile a quella adulta. 

Il corpo cambia e le relazioni cambiano. Questa trasformazione spesso viene vissuta con paura e/o con impazienza. Come spesso accade, il fatto di non sapere cosa succede, come succede e perché succede, spaventa. Oppure non si vede l’ora di “diventare grandi”, senza sapere effettivamente cosa voglia dire. Perché un conto è invecchiare, un conto crescere. 

“Sporcare le mani”

Nell’invecchiamento è la natura che fa il suo corso, nella crescita ci dobbiamo “sporcare le mani” noi, per sapere come si fa. E come? Attraverso tentativi ed errori. 

Esattamente come quando il bimbo gioca. Qual è la funzione del gioco? Quella di imparare cos’è il pericolo, il dolore, ma anche la gioia, la trepidazione ecc. e come? Sempre con lo stesso metodo: tentativi ed errori. Imparare dall’esperienza. 

Il cambio dei giochi

Quindi la differenza tra infanzia ed età adulta sta nel cambio dei giochi. Nell’ infanzia i giochi che si danno ai bimbi sono simboli che rispecchiano i veri giochi adulti: la famiglia, la scuola, le relazioni affettive, il lavoro e così via. Il gioco è una cosa importantissima e serissima e va coltivato con la consapevolezza della sua funzione. 

Le linee guida

Come per tutti i giochi, sono importanti le “linee guida” parenterali, sociali, scolastiche. Se queste non ci sono e si lasciano a sé stessi gli adolescenti può essere che vadano in confusione, che la paura di non sapere come fare prenda il sopravvento, che si chiudano in sé stessi fingendo una socialità che magari non c’è o, al contrario, diventano arroganti e/o aggressivi. 

E comunque ognuno di noi deve sapere che non si finisce mai di crescere, non è solo il periodo adolescenziale, la vita ci mette continuamente alla prova, che vuol dire che ci dà mille opportunità per evolverci e non rimanere incastrati in un passato che non esiste più in realtà. Noi siamo animali evolutivi e abbiamo il dovere nei confronti di noi stessi di seguire il flusso della vita, di non rimanere paralizzati dall’ ignoranza e dall’ignoto.

Crediti fotografici: Quaderno Rapporto giovani

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