Tradizione rispettata dal Sindaco Brugnaro.
Il cuore dei veneziani, nel giorno in cui si festeggia San Marco, batte forte per il Patrono della Città e oltre alla S. Messa non può mancare il “bòcolo”, un bocciolo di rosa rossa che gli uomini donano alle donne amate, spose, mamme, fidanzate, amiche e amanti, in segno d’amore. L’usanza ricorda la storia di Maria, figlia del doge, innamorata di Tancredi, morto in guerra. L’ultimo gesto del giovane fu quello di affidare una rosa, bagnata dal suo sangue, ad un amico che la portò a Maria insieme alla triste notizia della morte dell’innamorato. Il giorno dopo, 25 aprile, mentre in città si festeggiava S. Marco, Maria morì di dolore, stringendo al petto la rosa.

Foto di Paolo Goppion
In tempo di pandemia, la S. Messa nella Basilica è stata celebrata a porte chiuse dal Patriarca Moraglia alla presenza del Prefetto Zappalorto, del Primo Procuratore di S. Marco Tesserin e del Sindaco Brugnaro che ha poi donato il bocolo alla moglie Stefania.
Ora l’attenzione di tutti, cittadini, sindaco, autorità e clero, è concentrata al dopo 4 maggio nella speranza che, pur nel rispetto delle regole messe in atto a difesa della salute di tutti, si possa avere il conforto della celebrazione dei sacramenti. Quest’anno la “Festa dea Sensa”, l’Ascensione del Signore e Sposalizio del Mare in ricordo della liberazione di Venezia dalla pirateria in mare, non potrà essere festeggiata. Continua così la lunga lista delle ricorrenze mancate in questo tragico anno di pandemia.
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