Per il Veneto e altre 11 regioni, con le idi di marzo inizia un nuovo periodo di lockdown, lungo 23 giorni, come le pugnalate inflitte a Giulio Cesare, in Senato nel 44 a C.
“Tu quoque Draghi” verrebbe da dire e c’è già chi scommette che non saranno le ultime…pugnalate.
Ci attende dunque una Pasqua come quella che abbiamo già visto lo scorso anno, con la sola differenza che questa volta a sancirlo non è un DPCM bensì un decreto legge dove si legge, all’articolo 1 punto 2, che le misure da zona rossa si applicano alle regioni nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi è superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, sulla base dei dati validati dall’ultimo monitoraggio disponibile. Ma giovedì scorso, nell’ultimo monitoraggio disponibile, il Veneto aveva un’incidenza pari a 201,88 e dunque inferiore ai 250 soglia prevista per passare in zona rossa. Del resto il Presidente Luca Zaia lo aveva detto durante la conferenza stampa: “Siamo in bilico”, riferendosi all’indice RT che è pari all’1,28 ma che nel decreto legge non viene menzionato come parametro per determinare il passaggio in zona rossa.
E già iniziano le proteste e le manifestazioni nella nostra regione per le chiusure generalizzate e lo stop al mondo della scuola.
Silvia Moscati
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