“Non è possibile che per la decisione di allontanare le grandi navi dal bacino di San Marco e dal
canale della Giudecca a pagare debbano essere i cittadini. Questa situazione azzera un intero
settore economico e getta nella disperazione le aziende e migliaia di famiglie di lavoratori diretti e
indiretti; a pagare le spese di tutto questo saranno ancora una volta i semplici cittadini”: la
denuncia è del capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Raffaele Speranzon.
“Ascoltando le solite storie dei finti ambientalisti e le minacce dell’Unesco, si è deciso di cancellare
il settore crocieristico di Venezia, con effetti devastanti sui lavoratori del comparto e dell’indotto.
Questa scelta del Governo, del Consiglio dei Ministri e in particolare del ministro Franceschini del
Partito Democratico crea un crollo verticale del valore di Venezia Terminale Passeggeri e di tutte le
realtà collegate; non si sono nemmeno resi conto dei danni che il calo delle accise provocato da
questo blocco provocherà sulle casse dello Stato. Tutto questo ha tolto il sonno a circa 5mila
persone occupate nel settore e porterà alla perdita di almeno 100 milioni di euro per i prossimi
cinque anni. Venezia è una città viva e che vuole vivere, non deve diventare un museo o un
monumento alla memoria”, continua Speranzon.
“Il Governo con questa mossa ha messo in ginocchio le imprese del settore e a rischio il lavoro di
migliaia di famiglie”, prosegue il capogruppo FdI. “Ora si dovrà procedere a ristorare le aziende, e
ancora una volta chi dovrà pagare? Di certo non chi ha preso questa decisione per ideologia o per
partito preso, ma i cittadini, che con il loro lavoro e le loro tasse vorrebbero uno Stato che sostiene
le attività economiche e commerciali e difende i posti di lavoro e non certo un’entità che
coscientemente decide di dare un colpo mortale a uno dei settori trainanti del Veneto e del Nord
Est. Per colpa di questo blocco, si andranno a mettere le mani nelle tasche degli italiani per coprire
solo in parte le perdite causate”
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