Vantava ben 10 nomination complessive ed era candidato con l’opera di Maura Delpero per il miglior film non inglese
Raccontare Emilia Pèrez senza prescindere dai Golden Globe 2025 appena assegnati non sembra possibile, ma al di là del destino del film maturato questa notte occorre immediatamente raccontare l’enfasi di di questa pellicola potente e matura, sorprendentemente musical e al contempo drammatica e moderna.
La narrazione spiccia ci porta al cospetto di un boss del narcotraffico messicano che vuole diventare donna cambiando sesso, raccontata a suon di musical e balletti, ed è questa forse la trovata decisiva, che si pone in aperta antitesi con l’asprezza della storia.
La regia di Jacques Audiard ispirata dal romanzo di Boris Razon Écoute, diventa a tutti gli effetti il perfetto cenacolo per donare una roboante storia di vita e d donne, di destini e di intrecci. Un risiko complesso formato da tre donne, Emilia Perez (Carla Sofia Gascón), Rita Mora Castro (Zoe Saldana) e Jessy Del Monte (Selena Gomez) a cui verso l’epilogo della splendida storia si aggiunge Epifania (Adriana Paz).
Ancorata nel suol interminabile saliscendi emotivo, “Emilia Perez” è una storia che riesce a distinguersi per l’atto emotivo che arride al cambiamento, anche se derubricare solo a questo tutto il tema sarebbe come fermarsi solo all’epidermide.
Nella realtà il desiderio di cambiare sesso del boss narcotrafficante è continuamente inseguito dalla bellezza del film, che tra passione e verità malcelate, pathos e sentimento, non prevarica mai del tutto le storie che nascono all’interno della pellicola, lasciando scorrere la narrativa in maniera fluida e sinuosa, con il musical che si invaghisce di una storia sofferta quanto basta e mai doma.
Emilia Perez, nelle sale dal prossimo 9 gennaio.
Intravisti per voi di Mauro Lama
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