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Giornata Mondiale in Memoria delle vittime della strada

3 minuti di lettura

In occasione della Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, Provincia di Treviso, Prefettura e Ulss2 fanno il punto sull’incidentalità nel territorio, lanciando un appello alla prudenza e alla responsabilità.

TREVISO. Un dato drammatico, quello presentato dalle istituzioni in occasione della Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, che si celebra domenica 17 novembre: 54 vittime nella Marca Trevigiana nei primi dieci mesi del 2024. Un numero in linea con l’andamento dell’anno precedente, che spinge Provincia, Prefettura e Ulss2 a intensificare le campagne di prevenzione e sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani e gli anziani, le fasce d’età più colpite.

“Oggi abbiamo voluto dare un aggiornamento rispetto all’incidentalità stradale nei primi dieci mesi dell’anno ma soprattutto lanciare un messaggio, come Istituzioni, unitario di solidarietà alle famiglie delle cittadine e dei cittadini che purtroppo hanno perso la vita a causa di un incidente – le parole di Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – a fronte dei dati, che mostrano un trend in lieve calo negli ultimi anni rispetto al quinquennio precedente, ma che restano comunque tragicamente alti, come Provincia stiamo lavorando costantemente in sinergia con la Prefettura, con l’Ulss e con tutte le realtà del Tavolo per la Sicurezza Stradale (Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Autoscuole, Assicurazioni e Associazioni sensibili al tema) per realizzare specifici appuntamenti dedicati alla cittadinanza, di tutte le età, giovani, adulti e anziani, per fornire informazioni e formazione utili a prevenire i sinistri. Ricordo, che alle attività di prevenzione e sensibilizzazione si affiancano investimenti sulla rete stradale provinciale, che nell’ultimo triennio ammontano a oltre 40 milioni, per mettere in sicurezza ponti, incroci, rotatorie e piste ciclabili. Un doppio impegno, dunque, perché il nostro obiettivo a lungo termine resta sempre quello dell’orizzonte “zero vittime” dell’agenda 2050 europea. Oltre a questo, ribadiamo il nostro invito alla prudenza, affinché la distrazione non sia più la prima tragica causa di incidente mortale”.

Le analisi condotte evidenziano come la fuoriuscita di strada, dovuta principalmente a distrazione e all’uso dello smartphone, resti la prima causa di incidente mortale (29% dei casi), seguita da scontro frontale o frontale-laterale (22%) e investimento di pedone (10%). Auto e moto sono i mezzi più coinvolti, con domenica e lunedì le giornate più a rischio.

Particolarmente preoccupante il dato relativo al consumo di alcol: in provincia di Treviso il 7% dei cittadini guida con un tasso alcolemico a rischio, rispetto al 5,4% della media nazionale. La fascia più a rischio è quella degli uomini giovani, tra i 18 e i 34 anni. Positivo, invece, il dato sull’utilizzo delle cinture di sicurezza: il 97% dei trevigiani le utilizza sempre sui sedili anteriori, contro l’86% della media italiana.

“Fare il punto oggi, in modo unitario con i vari soggetti coinvolti nel delicato tema della sicurezza stradale è estremamente importante, perché solo dal monitoraggio dell’evoluzione della problematica e da una gestione condivisa delle attività di prevenzione si possono programmare e intraprendere percorsi efficaci di sicurezza sulle strade – ha dichiarato il direttore generale Ulss2 Marca Trevigiana Francesco Benazzi – L’Azienda sanitaria è direttamente chiamata in causa negli interventi di soccorso e di cura delle persone coinvolte negli incidenti stradali, nonché sul fronte della prevenzione che ci vede al fianco dei principali soggetti interessati a questa delicata tematica, ad esempio nell’educazione stradale nelle scuole attraverso le iniziative del Tavolo per la Sicurezza Stradale. Mettere in atto tutti i comportamenti virtuosi volti a prevenire le morti sulle nostre strade, spesso purtroppo giovani vite, rappresenta un obiettivo importante per tutta la collettività.

Tra le iniziative messe in campo dalla Provincia per sensibilizzare i cittadini sui rischi della strada, il “Drive Camp” organizzato lo scorso 11 ottobre al Sant’Artemio, rivolto in particolare agli studenti delle scuole superiori prossimi all’età della patente. Durante la giornata, i ragazzi hanno potuto confrontarsi con le autorità e le Forze dell’Ordine, assistere a simulazioni di incidenti e ricevere consigli pratici per una guida sicura.

“Stiamo portando avanti numerose attività con il Tavolo per la Sicurezza Stradale avviato al Sant’Artemio due anni fa proprio per fornire a tutta la cittadinanza strumenti e conoscenze utili a prevenire gli incidenti – ha spiegato Roberto Fava, vicepresidente della Provincia di Treviso con delega alla Guida Sicura – alle lezioni nelle scuole superiori si aggiungono quelle per i cittadini over 65, in collaborazione con Ulss2 e Autoscuole; un calendario che proseguirà anche nel 2025”.

“I dati raccolti evidenziano che i comportamenti scorretti alla guida continuano ad essere ancora diffusi e richiedono la massima attenzione delle Istituzioni e dei cittadini rispetto a un tema cruciale per tutti – ha concluso il Viceprefetto Vicario Alessandro Sallusto – Ringrazio le Forze dell’Ordine, la Polizia Locale, la Provincia e tutti gli altri organi ed enti, nell’ambito delle rispettive competenze, per il fondamentale ruolo svolto ogni giorno per il miglioramento delle condizioni di sicurezza stradale, sia attraverso le attività di controllo, sia con la promozione di iniziative e progetti di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, rivolti in particolare alle fasce più a rischio della popolazione”.

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