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Galápagos: due nuove barriere coralline

2 minuti di lettura

Le isole Galápagos, famose per la loro straordinaria biodiversità e per aver ispirato le teorie di Charles Darwin sull’evoluzione, nascondono ancora dei segreti. Una spedizione scientifica ha scoperto due nuove barriere coralline in acque profonde, che ospitano una ricca varietà di specie marine.

Una mappatura dei fondali con la tecnologia laser

La scoperta è stata possibile grazie a una mappatura dei fondali marini con la tecnologia laser. Effettuata da un team di ricercatori internazionali a bordo della nave Atlantis, nell’ambito della spedizione Galapagos Deep 2023. I ricercatori hanno utilizzato un veicolo sottomarino chiamato Alvin, in grado di scendere fino a 3.000 metri di profondità, per esplorare le montagne sottomarine che circondano le isole.

Due barriere coralline antiche e incontaminate

Le barriere coralline scoperte sono due:

  • 800 metri, pari alla lunghezza di circa otto campi da calcio
  • 250 metri

Entrambe sono state trovate a una profondità compresa tra i 370 e i 420 metri, all’interno della riserva marina delle Galápagos, una delle più grandi aree marine protette del pianeta, che si estende per 133.000 chilometri quadrati.

Le scogliere presentano una varietà di specie di coralli duri, tra cui molte del genere “madrepora”, che producono lo scheletro calcareo tipico delle barriere coralline. Gli scienziati ritengono che questi coralli si siano formati e abbiano sostenuto la biodiversità marina per migliaia di anni. Tra gli animali che popolano le barriere ci sono aragoste, squali, razze, diverse specie di pesci.

La cosa affascinante di queste barriere coralline delle Galápagos è che sono antiche, indisturbate per secoli o migliaia di anni, ed essenzialmente incontaminate, a differenza di quelle che si trovano in molte altre parti degli oceani del mondo, ha dichiarato Stuart Banks, ricercatore presso la Charles Darwin Foundation, che ha partecipato alla spedizione.

Un’importanza ecologica e scientifica

La scoperta delle nuove barriere coralline ha un’importanza ecologica e scientifica, in quanto dimostra che le Galápagos ospitano ancora degli ecosistemi unici e vulnerabili, che vanno protetti e studiati. Le barriere coralline, infatti, sono tra gli habitat più minacciati dai cambiamenti climatici, che causano il fenomeno della “sbiancatura”, ovvero la perdita dei colori e della vitalità dei coralli.

Finora si riteneva che la barriera corallina Wellington, al largo della costa di Darwin, fosse l’unica sopravvissuta agli effetti del fenomeno di El Niño del 1982-1983, che aveva distrutto il 95% dei coralli delle Galápagos. La nuova scoperta, invece, dimostra che altri coralli sono rimasti e che potrebbero essere più resistenti alle variazioni di temperatura, grazie alla loro posizione in acque profonde.

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