Marina Bonotto, Coordinatore del Circolo locale di FDI: «Chi predica odio, insulta le Istituzioni, oltraggia i simboli della città e infanga la memoria di chi non può più difendersi, non può godere dell’ospitalità di uno spazio comunale»
TREVISO. Durante il corteo del 25 Aprile organizzato dal Centro Sociale Django e da alcune sigle della sinistra è andato in scena un attacco volgare e irrispettoso alla memoria dell’ex sindaco Giancarlo Gentilini che, pur avendo fatto la storia di Treviso, è stato oggetto di vili insulti, cori offensivi e provocazioni.
«Bene hanno detto i nostri Consiglieri comunali Alberto Ciamini e Davide Acampora: quanto accaduto durante il corteo è semplicemente vergognoso – affermano Marina Bonotto e Luca Cogo, rispettivamente Coordinatore e Vice Coordinatore del Circolo cittadino di Fratelli d’Italia Treviso – Anche quest’anno il 25 Aprile è stato strumentalizzato dagli attivisti del CSO Django che, invece di ricordare la Liberazione, hanno approfittato della ricorrenza per sfilare per le vie del centro con cori volgari, dichiarazioni infami e provocazioni indegne verso chi in questa città ha rappresentato e rappresenta i valori del rispetto, della legalità e dell’identità. Parole e comportamenti che dimostrano, ancora una volta, quanto siano distanti dalla cultura democratica e istituzionale della nostra comunità».
«A Treviso chi vuole far rispettare le regole e garantire sicurezza e decoro urbano viene sistematicamente attaccato, deriso, insultato – proseguono Bonotto e Cogo – Questa volta, non paghi della solita propaganda, hanno avuto persino il coraggio di infangare la memoria del compianto Giancarlo Gentilini, Sindaco e Vicesindaco per vent’anni, uomo che ha dedicato la propria vita alla città, sempre in mezzo alla gente, antesignano di un modo concreto, diretto e popolare di amministrare. Un comportamento vile, quello messo in scena dai centri sociali e dalla sinistra, che offende l’intera comunità trevigiana. Gentilini ha fatto la storia di Treviso e la storia non si cancella con una panchina e quattro slogan fuori tempo massimo. Inaccettabile poi l’oscena provocazione dell’immagine della Premier Giorgia Meloni a testa in giù: un gesto vigliacco, infantile e gravemente offensivo verso le Istituzioni repubblicane del Paese».
«Django è ospitato da anni all’interno di un bene pubblico, l’ex Caserma Piave, e questo non è più tollerabile – concludono i due meloniani – Chi predica odio, insulta le Istituzioni, oltraggia i simboli della città e infanga la memoria di chi non può più difendersi, non può godere dell’ospitalità di uno spazio comunale. È ora di sgomberare, Django deve andarsene da lì. Treviso merita ben altro. E noi faremo la nostra parte perché questo accada».
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