Per ricordare, a 80 anni di distanza, la fine della guerra e la liberazione della città di Treviso, che avvenne il 29 aprile1945, l’Istresco, in collaborazione con innumerevoli associazioni e con il Comune della Città di Treviso e il patrocinio della Provincia di Treviso, della Camera di Commercio di Treviso e Belluno, nonché del prestigioso Istituto nazionale Ferruccio Parri , ha intessuto un programma fitto di eventi dal 15 aprile al 6 maggio, che animeranno la città e ci immergeranno nel ricordo di questo momento di gioia e di speranza della storia italiana
ITALIA. Un anniversario così importante, come quello dell’Ottantesimo, che riguarda non solo gli studiosi ma l’intera cittadinanza; il discorso su quanto successe nella nostra città doveva uscire dai luoghi di studio, dalle Biblioteche e dagli archivi e diventare pubblico, coinvolgendo i cittadini.
Animati da questo spirito. gli studiosi dell’Istresco hanno lanciato un appello alle Associazioni culturali della città che hanno risposto con entusiasmo, che hanno così promosso 15 eventi e 5 mostre organizzate e pensate da 16 promotori.
L’inaugurazione del festival è avvenuta il 15 aprile alle ore 17 a Palazzo dei Trecento con la lectio magistralis del prof. Mario Isnenghi, docente emerito di Storia contemporanea a Ca’Foscari, uno dei più autorevoli storici italiani, presidente dell’Istituto veneziano per la Storia della Resistenza e della società contemporanea e condirettore di «Belfagor». Il tema da lui trattato “ Maestri e compagni di scuola” prendeva in considerazione come le relazioni intessute nelle scuole durante gli anni della Resistenza abbiano segnato la formazione di chi si è impegnato politicamente in quel periodo e successivamente.
Giovedì 15 aprile è stato il momento del Fai, che con l’intervento dell’Arch. Mario Gemin al Palazzo dei Trecento, ci ha parlato del restauro di questo palazzo, simbolo della città, nel primo dopoguerra su progetto dell’arch.Forlati, un intervento di eccellenza, preso ad esempio anche al di fuori dei confini italiani, visto le condizioni precarie dell’edificio dopo il bombardamento del 7 aprile del 1944.
Sabato 19 aprile l’ANPI e Lega Ambiente hanno organizzato una passeggiata di 5 chilometri all’interno della città, intitolata “I luoghi della memoria/la memoria dei luoghi”, partita dalla piazza dell’Università e terminata in Piazza dei Signori, dove i partecipanti hanno potuto scoprire delle lapidi mai notate e lette prima e dove Lega Ambiente ha evidenziato l’importanza dei fiumi nella storia della nostra città.
Seguiranno il 22 aprile un reading sulle testimonianze della Resistenza e della Liberazione, sempre a Palazzo dei Trecento, a cura di Istresco, la società Dante Alighieri, Comitato Treviso e l’Ass. Giuseppe Berto e il pomeriggio un concerto alle ore 17, presso l’Auditorium di Santa Caterina , intitolato “Storia in Musica -la Resistenza nel Trevigiano”, con la regia di Francesca Gallo, già Presidente dell’Istresco, con l’esecuzione degli studenti del Liceo Musicale Giorgione di Castelfranco Veneto.
In questa occasione sarà presentato anche il libro “Storie di resistenti, Treviso 1943-45” a cura di Istresco. La sera, alle ore 20,45, vi sarà una proiezione di immagini commentate a cura della Società Iconografica Trevigiana presso Casa Toniolo.
Il clou di tutta la manifestazione sarà il convegno intitolato “La nostra Resistenza – Progetti e ricerche in corso a Treviso”, a cura del Comitato Scientifico Istresco, Anpi e Avi, che si terrà presso il Palazzo dei 300 dalle 14,30 alle 19.
Naturalmente il 25 aprile sarà celebrato istituzionalmente con la partecipazione di tutte le associazioni riunite. Il 26 aprile invece è previsto un percorso in bicicletta, a cura della Fiab e dell’Anpi, che ha per tema i luoghi degli ultimi scontri prima della liberazione della città.
Il ritrovo è previsto nel parcheggio sud dello Stadio rugby di Monigo alle ore 9,45.
La sera, presso l’auditorium della CGIL, a cura dell’Anpi provinciale, ci sarà il concerto di Alessio Lega, intitolato:”Qui Radio libertà. La Resistenza in 100 canti”
Lunedì 28 aprile, alle ore 17, presso la Sala Rosso Coletti al Museo di Santa Caterina, vi sarà la proiezione del docu-film sulla partigiana Bruna Fregonese, custode della memoria della Resistenza a Treviso, a cura di Istresco.
Il giorno seguente, il 29 aprile, alle ore 20,30,presso la chiesa di San Teonisto , vi sarà un concerto del coro dell’Università popolare diretto da Erika Boschiero, intitolato “Festa d’aprile. Viaggio nelle storie più intime della Resistenza, a 80 anni dalla Liberazione” (con traduzioni in LIS) .
Venerdì 2 maggio il prof. Eugenio Manzato terrà una conferenza nella Sala Zanini del Museo Bailo, sul contributo degli artisti alla ricostruzione di Treviso: 1945 – 1950, a cura degli Amici dei Musei, a cui seguirà una visita dei quadri. L’evento durerà dalle 16,30 alle 18,30.
Domenica 4 maggio alle ore 17 nella Loggia dei Cavalieri si terrà un laboratorio dedicato agli under 30, ma aperto a tutti, a cura di Attivi @ TV, intitolata: “Resistiamo ancora?”
Il festival si concluderà il 6 maggio,con la visione del docufilm di Chiara Andrich a Palazzo dei Trecento alle ore 17, intitolato “Con i messaggi tra i capelli. Ragazze della Resistenza trevigiana” a cura di Fiab.
Ma durante al festival ci saranno tre mostre: la prima al Museo nazionale Collezione Salce, a cura dell’Istresco in collaborazione con l’Istituto Engim Turazza di Treviso, intitolata “R3!Resistere, Ricordare, Rinnovare”, dove si potranno trovare una selezione di manifesti sull’elaborazione del concetto di libertà dello stesso muso e una sezione , intitolata “Finalmente!”in cui sono esposti dei manifesti murali dei giorni della Liberazione della Collezione Vanzella, a cura dell’Associazione Piccola Atene.
Nella Sala del Capitolo, a cura della Curia Vescovile e la Biblioteca del Seminario, si è aperta la mostra “Risorgerà più bella di prima. I bombardamenti, la solidarietà e la ricostruzione nelle fotografie e nelle carte degli Istituti culturali diocesani”.
Infine nella città ci saranno tre Totem, con le immagini di Treviso del tempo di guerra, accompagnano le attività del festival, a cura della Società Iconografica Trevigiana.
Tutti questi eventi speriamo contribuiscano alla conoscenza di ciò che è successo a Treviso è da contestualizzare nell’evento della Liberazione del 1945, che ha rappresentato l’esito di venti mesi di resistenza armata di partigiani e partigiane combattenti e di resistenze senz’armi, di civili e di militari, sorretti da ideali, pensieri, istanze, aspirazioni e ribellioni che in molti avevano coltivato ben prima della caduta del fascismo, per anni, addirittura per due decenni.
Ottant’anni ci separano da quel 25 aprile del 1945, che il nostro Paese riconosce come giorno della Liberazione dal nazifascismo e della fine della guerra. È stata in realtà la data del proclama di insurrezione nazionale contro le truppe di occupazione nazifasciste lanciato da Sandro Pertini dai microfoni di Radio Milano Liberata, a nome del Comitato Nazionale Alta Italia e del Corpo Volontari della Libertà.
Per Treviso il 25 e i seguenti, furono ancora giorni di scontri sanguinosi tra i partigiani e le forze nazifasciste.
Quando nel corso della notte tra il 29 e il 30 aprile, i primi carri armati americani si avvicinarono alla città, provenendo da Padova, la trovarono già liberata dalle forze partigiane e dai cittadini.
Concludiamo ricordando che nel 1948 la città di Treviso fu insignita della Medaglia d’oro al Valor Militare per aver ‘sollevato dalle sventure dell’8 settembre 1943 la fiaccola della Resistenza’, per aver lottato contro l’esercito tedesco invasore, organizzando le prime ‘schiere armate’ in pianura e in montagna e per essere stata, per tutto il periodo l’anima di una ‘resistenza indomabile di popolo e di brigate partigiane’, e che meritava un festival che ne ricordasse le gesta ed i suoi protagonisti, oltre a ricordarci un senso civico, che talvolta non risulta nelle nostre priorità.
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