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Festival della cultura: al via la mostra “Fortezze di luce e geometrie” di Giuseppe Nicoletti

2 minuti di lettura

Dall’8 al 30 novembre cromie e architetture interiori alla Casa del Musichiere

MORIAGO DELLA BATTAGLIA (TV)– La Sala Carlo Conte di Moriago della Battaglia, all’interno della Casa del Musichiere in Via Manzoni 2, accoglie dall’8 al 30 novembre la mostra di pittura “Fortezze di luce e geometrie” di Giuseppe Nicoletti, parte della rassegna del Festival della Cultura 2025/26. L’esposizione sarà aperta al pubblico ogni venerdì dalle 16 alle 19 e nel weekend dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.
L’inaugurazione si terrà sabato 8 novembre alle ore 17, con la presentazione a cura di Lorena Gava, che accompagnerà i visitatori in un percorso tra colore, forma e pensiero, alla scoperta di un linguaggio pittorico che fa della luce una costruzione e dell’architettura un’emozione.

Tra luce e struttura: un viaggio nell’universo di Nicoletti

I lavori di Giuseppe Nicoletti non si lasciano catturare facilmente da definizioni. Più che enigmi visivi, sono costruzioni mentali e sensoriali, composizioni di parallelepipedi colorati che si ergono come labirinti e fortezze, sospese tra equilibrio e instabilità. Il suo linguaggio pittorico, coltivato nel tempo attraverso un rigoroso dialogo tra mente, occhio e mano, si manifesta in tele di varie dimensioni dove la luce diventa materia e architettura interiore.

Come nelle piazze metafisiche di Giorgio De Chirico, le opere di Nicoletti evocano un tempo sospeso, un’atmosfera di mistero e attesa. Ma, a differenza del maestro torinese, Nicoletti costruisce spazi chiusi, interiori, dove la solitudine si trasforma in calma e riflessione. Le sue composizioni non cercano la realtà, ma una dimensione mentale, dove la precisione geometrica diventa tensione poetica.

Dalle geometrie rivelate alle fortezze simboliche

L’artista trevigiano, dopo le prime sperimentazioni degli anni Ottanta ispirate a paesaggi mitici e archeologici, approda a una ricerca sulla forma pura e sulla luce. Serie come “Geometrie rivelate” e “Another Wall” rivelano la potenza del colore e l’ambiguità dello spazio, in un gioco percettivo dove le proporzioni sfuggono e l’occhio è chiamato a ridefinire continuamente la misura.

Dietro questi scenari astratti si cela una riflessione simbolica: i suoi “mattoni” dipinti sono metafore dei muri reali e immaginari che attraversano la storia e l’umanità, dal Vallo di Adriano al muro di Berlino, fino alle barriere contemporanee. Con la pazienza e la disciplina di un artigiano del pensiero, Nicoletti compone sulla tela città ideali e castelli di luce, frammenti di un mondo in bilico tra costruzione e rovina, memoria e utopia.

La pittura come mestiere e contemplazione

In ogni opera, Nicoletti custodisce il fascino del tempo sospeso, la precisione del mestiere e la dedizione del gesto pittorico. La sua è una pittura che richiama le nature morte fiamminghe e la “città ideale” rinascimentale, passando per la metafisica italiana: un intreccio di memoria, rigore e immaginazione che restituisce allo spettatore una dimensione contemplativa rara nel panorama contemporaneo.

L’artista

Giuseppe Nicoletti nasce e vive a Treviso. Dopo gli esordi con la pittura a olio, dagli anni ’70 avvia una fase di sperimentazione geometrica che culmina nella partecipazione alla Quadriennale di Roma del 1975. Espone nelle collettive della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e, dagli anni Ottanta, sviluppa una visione pittorica sospesa tra mito e ambiguità. Nel nuovo secolo elabora un linguaggio fondato su geometrie rivelatrici e rapporti spaziali innovativi, con numerose mostre in Italia e all’estero, sempre accolte con favore dalla critica.

Informazioni

Mostra: Fortezze di luce e geometrie
Artista: Giuseppe Nicoletti
Curatrice: Lorena Gava
Luogo: Sala Carlo Conte, Casa del Musichiere – Via Manzoni 2, Moriago della Battaglia
Date: 8–30 novembre 2025
Orari:

  • Venerdì: 16.00–19.00
  • Sabato e Domenica: 10.00–12.00 / 15.00–19.00
    Inaugurazione: sabato 8 novembre, ore 17.00

Un appuntamento che unisce arte, introspezione e rigore formale, invitando il pubblico a esplorare i paesaggi mentali e luminosi di uno dei protagonisti più raffinati della pittura contemporanea veneta.

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