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Festa della Donna: EBiCom-EBt Treviso stanzia aiuti per la conciliazione vita-lavoro

2 minuti di lettura

In occasione dell’8 marzo, EBiCom-EBt Treviso traccia una mappa aggiornata degli aiuti per la conciliazione vita-lavoro, con sussidi per maternità, istruzione e assistenza. Un’iniziativa concreta per sostenere le donne nel mondo del lavoro e le loro famiglie

TREVISO. In vista dell’8 marzo, Festa della Donna, gli Enti Bilaterali del terziario trevigiano, EBiCom-EBt Treviso, presentano una serie di misure a sostegno della conciliazione tra vita privata e professionale. L’obiettivo è fornire un aiuto concreto alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto, con un’attenzione particolare alle esigenze legate alla maternità, alla paternità e alla cura dei figli e dei familiari anziani.

“Mentre il giallo della mimosa ricorda a tutti che l’8 marzo non è solo una festa o una ricorrenza del calendario, ma una seria occasione per ripensare al ruolo delle donne nel mondo del lavoro”, EBiCom-EBt Treviso tracciano una mappa aggiornata degli aiuti alla conciliazione vita-lavoro, obiettivo che, nel caso della bilateralità, è un valore che guida l’erogazione di strumenti, sussidi e progetti.

Cosa significa, oggi, essere donna, avere un progetto di famiglia, genitori anziani e figli nel comparto del commercio, del turismo e dei servizi? I congedi di paternità e le sostituzioni di maternità come vengono gestiti?

Ecco la mappa dei sussidi e degli aiuti diversificati a seconda che si tratti di terziario o di turismo: da 150 a 200 euro a bambino per rette di nido e materna, da 150 a 250 euro per rimborso spese scolastiche (a seconda del numero di figli), da 250 euro a 300 per il rimborso delle tasse universitarie, da 100 a 150 euro per la frequenza ai centri estivi, 1000 euro lordi all’anno per i figli disabili e contributi pari al 60% della spesa, fino ad un massimo di 350 euro all’anno, per l’acquisto di protesi acustiche o oculistiche per i figli fiscalmente a carico. A questi vanno aggiunti i contributi per l’attività sportiva: da 150 euro a 300 euro per nucleo famigliare (nel caso del turismo) e fino a 250 euro per l’acquisto di abbonamenti per il tragitto casa lavoro. Per la gestione amministrativa di colf, badanti e baby sitter è previsto un contributo fino a 400 euro all’anno. Di particolare importanza, per il comparto del turismo, il capitolo che stabilizza il lavoro e sostiene la maternità e la paternità. Per le aziende che trasformano il tempo determinato in indeterminato c’è un contributo di 1500 euro all’anno, per quelle che offrono un contratto di tre mesi di sostituzione maternità/paternità un contributo di 500 euro lordi mensili. La sostituzione, se poi si trasforma in conferma del sostituto ed in assunzione, viene incentivata con un contributo post maternità-paternità una tantum di 2000 euro lordi.

“I nostri Enti Bilaterali – dichiara il presidente Alberto Irone – ogni anno destinano vari capitoli di spesa al supporto della conciliazione vita – lavoro e offrono risposte pratiche, mirate, veloci a bisogni specifici delle lavoratrici e dei nuclei famigliari. Una donna che lavora non è una madre sottratta alla famiglia, ma una risorsa preziosa per la sua stessa famiglia e la società. Il doppio reddito garantisce più serenità, più cultura, più coesione e meno povertà sociale. L’investimento nel nido, per citarne uno, è un ottimo investimento, che, noi incoraggiamo e sosteniamo economicamente”.

Per il vicepresidente Maurizio Piovesan: “gli strumenti offerti dalla bilateralità modernizzano le micro e piccole imprese del terziario che caratterizzano il tessuto economico di questa provincia. Nelle imprese molto piccole, con orari di apertura estesi, anche una sola maternità può impattare sull’equilibrio generale. Gli Enti sostengono tutte queste situazioni, favoriscono le sostituzioni, implementano i piani di welfare ed in questo modo offrono le stesse opportunità di una grande impresa”.

L’iniziativa degli Enti Bilaterali del terziario trevigiano rappresenta un esempio concreto di come la bilateralità possa contribuire a migliorare la qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori, sostenendo la conciliazione tra vita privata e professionale e promuovendo la parità di genere nel mondo del lavoro.

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