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Famiglia, infrastrutture, qualità della vita, cultura, sport: le priorità del Recovery Plan per il Capogruppo FdI Raffaele Speranzon

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“La Regione del Veneto, vista la situazione drammatica in cui versano interi comparti dell’economia regionale, ha l’assoluta necessità di finanziare una serie di interventi utili a ridurre gli effetti devastanti derivanti dalla Pandemia. Il Piano Regionale per la Ripresa e la Resilienza adottato dalla giunta nel novembre 2020 intende rappresentare la proposta del Veneto per rilanciare la nostra regione nel prossimo decennio. È partendo dal PRRR che la Regione vuole costruire un’efficace interlocuzione con il Governo Italiano per orientare le scelte rispetto alle risorse del Recovery Fund”: ha esordito così oggi in consiglio regionale il capogruppo di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon nella discussione sugli interventi per il territorio da finanziare con il Recovery Plan.
“In questi mesi è cambiato il quadro politico in Italia e purtroppo non verrà data a breve ai cittadini Italiani la possibilità di votare per permettere così alla nostra Nazione di avere un Governo di legislatura, coeso con un preciso indirizzo politico ed un forte mandato popolare”, ha continuato Speranzon. “Le scelte sbagliate del governo Conte hanno reso, in Italia, ancora più devastanti gli effetti della pandemia da COVID-19 , in particolare per il settore turistico, per quello manifatturiero, dei trasporti e per i mondi della cultura, dell’intrattenimento e dello sport completamente abbandonati dal precedente esecutivo. Nelle ultime settimane, il Consiglio Regionale del Veneto ha raccolto, attraverso numerose audizioni organizzate nelle commissioni consiliari competenti, suggerimenti e proposte da parte delle più importanti associazioni di categoria, sindacati e corpi intermedi presenti nel nostro territorio”.
“Il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia auspica che si realizzi il più ampio coinvolgimento delle Regioni e delle Autonomie Locali per consentire una Governance efficace dei processi decisionali, una rinnovata attenzione, ed un puntuale monitoraggio di tutte le azioni a sostegno della ripresa e della lotta alla pandemia. L’Italia ha bisogno di coraggiose riforme strutturali che il nostro paese aspetta da decenni, indispensabili per porre le basi per un’Italia diversa, sostenibile, digitale, equa, rinnovata e con una Pubblica Amministrazione efficiente e non ostacolo per lo sviluppo”, ha sottolineato ancora il capogruppo FdI. “Questa partita è decisiva per il nostro futuro e soprattutto per quello delle nuove generazioni: occorre grande senso di responsabilità e servono decisioni immediate, lungimiranti e coraggiose in grado di generare nuove opportunità di sviluppo e di crescita sociale ed economica. Serve semplificazione amministrativa ed impegno per ridurre l’impatto della burocrazia che rischia di diventare un ostacolo alla ripartenza ed alla crescita”.
Ecco quindi le priorità: “Per crescere è fondamentale nascere: non può esserci un’Europa, nè tantomeno un’Italia, del futuro senza che venga invertita la drammatica curva demografica che vede numeri sempre più esigui alla voce “nascite”. Il Piano non può e non deve diventare un’occasione persa per rilanciare le natalità con sostegni concreti alla maternità. Il fulcro del rilancio del sistema paese non può che essere la famiglia, che è il muro portante che sostiene la nostra società. Servono poi infrastrutture necessarie per completare e migliorare la mobilità di persone e merci nelle diverse modalità (ferro, gomma ed acqua); a questo proposito ricordo che abbiamo anche uno scalo portuale commerciale, industriale e turistico di eccellenza, il Porto di Venezia, che dobbiamo difendere e rilanciare come principale punto di riferimento nel sistema dei porti dell’Alto Adriatico, anche in considerazione del fatto che serve la zona più strategicamente industriale d’Europa, Porto Marghera. Sfide altrettanto irrinunciabili sono quelle sull’alta velocità ferroviaria e il completamento della rete ferroviaria metropolitana veneta”C’è poi l’ampio tema ambientale e della qualità della vita: “I territori della nostra Regione necessitano di interventi finalizzati alla rigenerazione urbana, con l’obiettivo di valorizzare l’enorme patrimonio dei nostri centri storici e migliorare la vivibilità delle città; vanno quindi sostenute ed incoraggiate le azioni dei privati per contenere il consumo energetico degli edifici e ridurre l’inquinamento atmosferico. Ambiente e sviluppo non sono nemici nè in antitesi: anzi, ci sono enormi aree del territorio regionale, si pensi ad esempio a Porto Marghera, che potranno tornare ad essere attrattive per investimenti solo dopo necessarie bonifiche ambientali che non sono più procrastinabili. Concordiamo quindi con l’indicazione della Regione del Veneto di concentrare gli investimenti sulla transizione verde e il progetto strategico dell’idrogeno proposto da Confindustria può fungere in questo senso come volano per tutto il sistema industriale del Veneto, così come interessanti sono gli spunti offerti dalla proposta dell’Unione Navigazione Interna Italiana con il programma di completamento e rilancio della navigazione interna, grande occasione di sviluppo e ripresa economica nei settori del trasporto turistico e delle merci”.
Faro poi anche sugli aspetti “immateriali”: “Esiste una dimensione della nostra ricchezza che non è tangibile e per questo rischia di non godere delle stesse attenzioni di altri comparti”, sottolinea Speranzon. “Mi riferisco alla nostra ricchezza culturale che non si esaurisce nei musei, nelle architetture, nelle collezioni di opere d’arte ma ha anche una dimensione immateriale di pari valore: il teatro, la musica, la danza, il cinema, l’intrattenimento, gli spettacoli viaggianti. Difendere e promuovere la Cultura significa difendere e promuovere la nostra storia la nostra identità ed il nostro futuro”.
C’è anche spazio per una riflessione sul settore sportivo ” Bene l’investimento in vista delle olimpiadi invernali del 2026 di Cortina, poiché l’evento rappresenterà certamente una irripetibile occasione per mostrare al mondo la bellezza delle nostre montagne, la nostra efficienza organizzativa e la qualità delle strutture e del servizio ricettivo veneto. Il Recovery Fund dovrà rappresentare una grande opportunità per la realizzazione di impianti ed infrastrutture sportive funzionali alla pratica e alla promozione dello sport e alla realizzazione di grandi eventi. L’attività sportiva ha un ruolo chiave nella promozione dell’inclusione sociale tra i giovani e di aggregazione per le famiglie. Non possiamo dimenticare che la pandemia ha prodotto un mancato indotto di circa 20 milioni di euro in un settore che include anche le palestre, fondamentali a migliorare il benessere dei nostri concittadini”.
In conclusione, un ringraziamento ai consiglieri di Fratelli d’Italia e “un pensiero ad agricoltori, industriali, commercianti, operatori sanitari, educatori, ricercatori, lavoratori, volontari e artigiani che ci hanno suggerito le loro priorità, ricordando a tutti noi che la nostra è una grande Regione grazie al loro impegno quotidiano”, chiude Speranzon.

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