Al centro del dibattito, la necessità di politiche concrete per sostenere le madri e rilanciare la natalità in Italia
ROMA- Al 2° Festival dell’Umano Tutto Intero, svoltosi a Roma, la giornalista e scrittrice Debora Donnini ha portato una riflessione chiara e incisiva sul ruolo centrale della famiglia nella società contemporanea.
«Si può raccontare il valore della famiglia oggi – ha affermato – mostrando esperienze concrete: famiglie con figli, famiglie che affrontano difficoltà, ma che, nonostante tutto, trasmettono speranza». Secondo Donnini, la famiglia rappresenta il cuore pulsante del futuro, poiché «non c’è speranza senza vita, e il futuro lo creano i figli». Per questo è fondamentale aiutare le madri a conciliare lavoro e maternità, anche nei tempi e nelle modalità che desiderano, affinché non siano costrette a rinunciare né all’una né all’altra dimensione.
Con un tasso di natalità fermo a 1,18 figli per donna, ben al di sotto del ricambio generazionale, l’Italia si trova davanti a un bivio: decrescita o rinascita. Per Donnini, occorrono politiche per la natalità a tutto campo, a partire dall’assegno unico ma senza fermarsi all’assistenza economica: «Bisogna smettere di considerare i figli come un costo e iniziare a considerarli come un investimento per il futuro».
Una visione condivisa anche durante il panel Nascere, che ha ribadito l’urgenza di distinguere tra misure assistenziali – necessarie – e politiche strutturali di sostegno alla famiglia. Solo così, conclude Donnini, sarà possibile “vivere e portare speranza”.
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