Si scrive FAI e si pronuncia “prendersi cura di luoghi speciali“, con amore
Sabato 12 ottobre e domenica 13 ottobre sono ritornate per la tredicesima edizione le Giornate FAI d’autunno, uno dei degli eventi più attesi per quanto riguarda la tutela del patrimonio paesaggistico e culturale del nostro paese, che adorna tutta la penisola di “aperture“ al pubblico di luoghi desueti, inediti, che hanno l’occasione di essere visitati, contemplati e ammirati in tutta la loro bellezza.
Il nostro personalissimo tour, come di consueto, segue la traiettoria di Treviso e provincia, dove per l’occasione FAI ha scelto la Chiesetta di S.Anna a Treviso, Villa Giustiniani Tonon a Busco di Ponte di Piave e il complesso di Santa Maria in Colle a Montebelluna, quest’ultimo a cura del FAI giovani.
La nostra visita parte dalla chiesetta di di S.Anna a Treviso, dove Monigo è un quartiere separato abilmente dalla due strade principali, la Feltrina e la Castellana, Questo antico oratorio, opera architettonica di elevato valore artistico e sociale, particolare da non trascurare, vista la vicinanza dell’omonimo comitato che ha permesso con il suo impegno di raccogliere i fondi destinati al restauro, era parte integrante principio di una villa della famiglia veneziana dei Tron.

L’elegantissima facciata che rimarca linee neoclassiche presenta un timpano, entro il quale una tavola marmorea, reca uno scudo scalpellato cinquecentesco, con l’oratorio che presenta due navi, rispettivamente per il coretto e la sacrestia. All’interno spiccano le acquasantiere e le decorazioni a fresco sulle pareti e sulla volta, oltre alla pala dell’altare dedicata all’educazione della Vergine Maria. Il campanile cinquececentesco regala al tutto quell’aria gradevole sempiterna. La splendida ubicazione campestre porge in dono all’oratorio un percorso adiacente ribattezzato “i capitelli verdi“, dove la testimonianza della fede cristiana giunge forte e inalterata, senza tempo.
A Busco di Ponte di Piave la nostra visita prosegue nella splendida Villa Gustiniani Tonon, e qui siamo nel 600, con la probabile edificazione di questo gioiello da parte dell’abate Francesco Giustinian, una volta eletto cardinale dopo aver lasciato l’abbazia. Immerso tra affreschi e uno stretto importantissimo novero di artisti affiliati a Paolo Veronese.

I temi che si sviluppano nel portego portano in dote un minimo comune denominatore, quello della giustizia terrena e con probabilità sarebbero proseguiti vieppiù nel piano nobile, rimasto incompiuto, con i temi della Giustizia divina e biblica. Come importante testimonianza è la sala delle cariatidi, probabile studio privato dell’abate Francesco Giustinian. Il palazzo domenicale indubbiamente ancora oggi, mostra il suo versante glorioso che si affaccia tra il sacro e il profano.
L’ultimo nostro salto nella bellezza dei luoghi del FAI è a Montebelluna, per la precisone nel complesso di Santa Maria in colle, curato dal Fai giovani Treviso con il supporto di CombinAzioni di Montebelluna.

In località “mercato vecchio”, suggestivo colle che si specchia orgoglioso ancor oggi in Montebelluna, all’epoca millenario centro amministrativo, religioso e commerciale della cittadina, si erge lo storico complesso, di cui fanno parte la chiesa con il suo storico campanile e il vecchio cimitero, oltre alla villa del prevosto e alla casa del campanaro. I primi documenti sull’origine del complesso risalgono al 400, ma si parla di ricostruzione, e proprio in virtù di questo si porta ad ipotizzare l’esistenza di un edificio molto prima. La storia del cimitero non può invece prescindere dagli editti napoleonici del 1812, con la destinazione della tumulazione delle salme della città in un’ area limitrofa alla chiesa, i 60 passi
Tutto questo ci ha regalato il FAI in questo ultimo appuntamento delle giornate d’autunno, impeccabile nelle sue argute scelte e inappuntabile nell’organizzazione, che non può prescindere dalla fitta rete di volontari che con passione e cura donano generosamente il loro prezioso contributo.
Photo credit by FAI
Instacult di Mauro Lama
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