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Economia: l'emergenza sanitaria fa rallentare il Veneto

2 minuti di lettura

 
 
ECONOMIA: L’EMERGENZA SANITARIA FA RALLENTARE IL VENETO – IL BOLLETTINO SOCIOECONOMICO FOTOGRAFA LA SITUAZIONE RELATIVA AL 2020. SEGNALI INCORAGGIANTI PER IL 2021
 
Il Veneto risente delle conseguenze dell’emergenza sanitaria da Covid-19, allineandosi con lo scenario nazionale. E’ quanto emerge dall’ultimo numero del bollettino socio-economico della Regione, in rete da domani. Nell’attuale scenario di incertezza socioeconomica dominato dall’emergenza sanitaria, le stime per il PIL veneto disegnano una brusca contrazione nel 2020 (-8,9%), in linea con quanto registrato a livello nazionale. Per i consumi delle famiglie in Veneto, dopo la timida dinamica del 2019, si stima una diminuzione pari a -11,8% mentre per gli investimenti il dato si attesta attorno ad un -10%.
 
Segnali incoraggianti arrivano fortunatamente per il 2021: le prospettive, nonostante il pessimo inizio anno, sono positive. Il PIL regionale dovrebbe segnare un rimbalzo del +5,5%, così come dovrebbero riprendersi i consumi delle famiglie e gli investimenti fissi lordi (rispettivamente +4,3% e +13,2%).
 
La dinamica imprenditoriale mostra una leggera contrazione: il Veneto chiude l’anno con un -0,6% di imprese attive rispetto al 2019, mostrando un dato che evidenzia un calo più marcato rispetto a quello nazionale (-0.2%). A segnare le contrazioni più significative sono il comparto industriale (-1,5%) e agricolo (-1,2%) mentre il terziario mostra un sostanziale equilibrio (-0,4%). Gli effetti della pandemia sono visibili sulle nuove iscrizioni di impresa (-17,5%). Da osservare con attenzione il dato relativo ai fallimenti, che diminuiscono del 28,6% rispetto al 2019: un dato che dimostra come l’andamento delle chiusure di impresa non rifletta ancora gli effetti della crisi economica generata dall’emergenza sanitaria, anche per effetto delle misure straordinarie a sostegno delle imprese interessate dai provvedimenti di chiusura emergenziale.
 
Per quanto riguarda l’export, il 2020 si chiude con una contrazione complessiva delle esportazioni pari al -8,2%, inferiore rispetto al dato nazionale (-9,7%). Sensibile il calo delle vendite di prodotti made in Veneto verso alcuni dei principali partner europei (Francia, Regno Unito e Spagna), mentre nel principale mercato di riferimento delle imprese venete, quello tedesco, la riduzione delle vendite sfiora i 152 milioni di euro, in netto recupero nell’ultimo trimestre del 2020. A livello settoriale, è solo il comparto chimico-farmaceutico a registrare un saldo positivo (+5,4% rispetto al 2019), grazie soprattutto alla vendita di medicinali. Consistenti invece le riduzioni per moda, macchinari e forniture mediche.
 
Elevate le perdite nel settore turistico, che segna un -54,4% delle presenze. Ciò è dovuto soprattutto alla forte riduzione di turisti stranieri, che per il Veneto nel 2019 rappresentavano il 65,3% dei visitatori, e le cui presenze nel 2020 si contraggono del 68,3%, segnando un dato sensibilmente peggiore rispetto al contesto nazionale (-25,3%). Una timida ripresa del periodo estivo (dovuta all’allentamento delle misure di contenimento), non ha consentito di recuperare i numeri del 2019, attestandosi attorno ad -28%. A pagare il prezzo più alto sono state le città d’arte e le località termali (rispettivamente -65,3% e -66,1%), mentre le spiagge segnano 11,6 milioni di presenze in meno (cioè -45,9% rispetto all’anno precedente). Più lievi le perdite per il turismo montano (-24%).
 
Deficitario anche il bilancio del traffico aereo: rispetto al 2019, gli scali veneti hanno perso oltre 14 mln di presenze, segnando un -76,7%, rispetto ad una media nazionale del -72,6%. Il Veneto invece ha visto una contrazione inferiore rispetto all’Italia sul traffico domestico, -58,0% rispetto al -61,3% nazionale.
 
Pesante anche l’impatto del Covid-19 sul mercato del lavoro: dopo anni di crescita, in Veneto diminuiscono gli occupati (-2.4%) e aumentano disoccupati (+ 0,2%) e inattivi (+ 5,3%), per un tasso di disoccupazione complessivo che si attesta attorno al 5,8% (a fronte di un 5,6% del 2019). In calo anche il mercato immobiliare: -22% per le compravendite ad uso privato e i mutui con ipoteca immobiliare (- 15,5%)

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