A due anni dal suo insediamento, il governo Meloni si presenta con un resoconto denso di numeri e iniziative. Raggiunti alcuni risultati significativi, ma restano questioni irrisolte che pesano sul futuro del Paese
ROMA. Il 22 ottobre 2024, il Governo Meloni ha celebrato il suo secondo anniversario, raggiungendo il settimo posto nella classifica degli esecutivi più longevi della Repubblica. Un traguardo importante, non solo per la stabilità politica, ma anche perché segna la prima volta in cui una donna ha guidato il Governo italiano.
Il report stilato per l’occasione snocciola con orgoglio i risultati ottenuti, mettendo in luce il rispetto del programma elettorale e un rinnovato ruolo dell’Italia sullo scacchiere internazionale. Ma se da un lato il governo vanta successi in campo economico e occupazionale, dall’altro restano sfide complesse che ne segnano il cammino.
Economia e lavoro: numeri positivi, ma a che prezzo?
Uno dei punti di forza evidenziati dal Governo è la creazione di oltre 800 mila contratti stabili, con un tasso di occupazione al 62,3%, un massimo storico per l’Italia. Il tasso di disoccupazione generale è sceso al 6,2%, il più basso dal 2007, e quello giovanile al 18,3%, un traguardo importante ma ancora lontano dai livelli europei.
Tuttavia, dietro questi numeri si celano interrogativi: gran parte delle misure adottate, come gli esoneri contributivi per chi assume, rappresentano soluzioni temporanee che necessitano di una strategia di lungo termine. Rimane aperto il dibattito sociale sulle forme di protezione per i più deboli.
Infrastrutture e Sud: una locomotiva ancora da accelerare
Il Governo Meloni si attribuisce il merito di aver rilanciato le infrastrutture, con 3 miliardi destinati alla messa in sicurezza della SS 106 Jonica e un nuovo contratto di programma per la rete ferroviaria. Non mancano investimenti per il Sud, con opere pubbliche che dovrebbero favorire la competitività e l’occupazione. Tuttavia, la promessa di trasformare il Mezzogiorno in una “locomotiva d’Italia” sembra ancora lontana dall’essere compiuta. Gli investimenti, seppur importanti, non hanno ancora innescato il cambio di passo sperato.
Politica estera: l’Italia tra protagonismo e coerenza
Meloni si è proposta come leader di una nuova Italia protagonista nello scenario internazionale. Il sostegno all’Ucraina, l’integrazione dei Balcani nella UE, e il rafforzamento dei legami con Africa, America Latina e l’Indo-Pacifico sono i pilastri della sua politica estera. Anche qui, resta da vedere quanto l’ambizione di costruire un nuovo partenariato strategico con la Cina e il Sud Globale si tradurrà in un reale cambio di prospettiva geopolitica per il Paese.
Sicurezza e giustizia: tra repressione e prevenzione
Sul fronte interno, la lotta alla criminalità organizzata ha visto risultati concreti, come la cattura di latitanti di spicco e la messa in sicurezza dell’ergastolo ostativo. Il potenziamento delle forze dell’ordine e l’introduzione di pene più severe per i reati legati al metodo mafioso sono tra i provvedimenti più rilevanti. Anche la gestione dell’immigrazione clandestina è stata al centro dell’azione di Governo, con un aumento dei rimpatri e nuovi accordi con Tunisia, Libia ed Egitto. Resta però incerto l’equilibrio tra sicurezza e rispetto dei diritti.
Famiglia e natalità: misure coraggiose, ma insufficienti
Il Governo ha puntato molto sulla promozione della natalità, con l’incremento dei congedi parentali retribuiti all’80%, l’Assegno Unico di 3.600 euro l’anno per il 92% delle famiglie e il potenziamento del piano asili nido. Nonostante queste misure, l’Italia continua a registrare un calo demografico preoccupante. È evidente che gli incentivi economici, seppur consistenti, non bastano da soli a invertire una tendenza strutturale.
Transizione ecologica: progresso o compromesso?
Sul fronte ambientale, il Governo si è impegnato nella transizione energetica con investimenti nelle comunità energetiche e nell’agrivoltaico, ma permangono critiche riguardo la mancata accelerazione sulle rinnovabili e il rilancio della produzione nazionale di gas. Il Piano nazionale integrato Energia e Clima e il Decreto Siccità segnano un passo avanti, ma la vera sfida sarà mantenere il difficile equilibrio tra sviluppo economico e tutela dell’ambiente.
Promesse mantenute e altre ancora da raggiungere
A due anni dall’insediamento, il Governo Meloni può vantare una serie di successi tangibili, soprattutto in termini di occupazione, crescita economica e sicurezza. Tuttavia, molte delle sfide più grandi, dal rilancio del Sud alla transizione ecologica, dalla gestione dell’immigrazione alla promozione della natalità, restano aperte. Se il governo riuscirà o meno a mantenere il suo corso e trasformare le promesse in realtà durature, lo diranno i prossimi anni. Nel frattempo, l’Italia rimane in bilico tra ambizioni rinnovate e realtà complesse.
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