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Dimore Storiche e Cinema, da oltre 100 anni insieme sul set

3 minuti di lettura

Le Dimore Storiche Italiane, location uniche per i set cinematografici e non solo, autentici tesori, legame indissolubile con la nostra storia e la nostra cultura, sono finite sotto i riflettori durante la Mostra del Cinema di Venezia

Nel pomeriggio di sabato 3 settembre, allo Spazio Film Commission della Regione del Veneto, all’interno dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, si è tenuto, infatti, un dibattito moderato dal giornalista Alessandro Comin, cultore di cinema, che ha visto coinvolti Giovanni da Schio, del direttivo nazionale Adsi Associazione Dimore Storiche Italiane, nonché membro di una sua rete di eccellenza, le Dimore Amiche del VenetoGiulio Gidoni, Presidente di Adsi Veneto, e Claudia Cioffi, ricercatrice dell’Osservatorio Patrimonio Culturale Privato della Fondazione Bruno Visentini.

Che valore aggiunto danno questi gioielli al cinema? E come il cinema può valorizzarli? 

«C’è poco da aggiungere alla scena – ha commentato Da Schio (proprietario di Villa Da Schio di Castelgomberto) – quando le location sono le nostre dimore e i nostri giardini. Siamo testimoni di genius loci che hanno ispirato artisti di tutto il mondo, abbiamo un patrimonio unico, non esportabile, una fortuna incommensurabile, ed è bene che le nuove generazioni ne comprendano il valore e continuino la nostra opera di conservazione e apertura verso il pubblico». 

«Ma non è vita facile per noi proprietari – ha rimarcato Gidoni – portare avanti da soli quest’opera perché i nostri immobili sono vincolati e non possiamo farne quello che vogliamo, e soprattutto perché è sempre più difficile trovare delle maestranze specifiche specializzate (stuccatori, restauratori di affreschi, restauratori del legno, per fare qualche esempio) per conservare e non far perdere a questi immobili la loro bellezza».

Cioffi ha sottolineato come le Dimore Storiche non rappresentino solo un patrimonio diffuso, ma anche un museo diffuso: «Dai Rapporti dell’Osservatorio Patrimonio Culturale, la Fondazione Bruno Visentini ha rilevato che se circa 2500 musei pubblici accolgono annualmente 49 milioni di visitatori (quindi in media circa 20 mila visitatori annuali per museo), il patrimonio privato con circa 10 mila dimore conta di 45 milioni di visitatori (dato 2019), circa in media 5 mila visitatori in media per dimora all’anno. Parliamo dunque di un potenziale enorme che, se sviluppato (anche grazie al cinema) potrebbe diventare un reale catalizzatore dell’auspicato sviluppo dei territori (in particolare dei piccoli borghi) e che aiuterebbe a decongestionare i flussi delle città d’arte, ormai sature come è la stessa Venezia, e che hanno portato uno spopolamento degli abitanti dal centro, uniformando le attività professionali e commerciali ora legate alla monocultura del turismo».

Non solo turisti però: «Su 100 eventi – ha proseguito Cioffi – organizzati dalle dimore nel 2021, per fare un esempio, circa la metà è stata a entrata gratuita o socialmente rilevanti. Tra le tipologie di eventi, il 37% circa è per eventi culturali, il 27% per eventi privati come matrimoni e cerimonie, il 13% proprio per produzioni cinematografiche e set pubblicitari, il 12% per eventi aziendali e il 10% per quelli didattici».

La sola rete d’eccellenza delle Dimore Amiche del Veneto ha ospitato set di grandi film, come “Il Mercante di Venezia” di Michael Radford del 2004 (Castello di Thiene), ma anche, sempre al Castello (ha ricordato Comin) un film horror, “La notte che Evelyn uscì dalla tomba” di Emilio P. Miraglia del 1971, che in America fu recensito da un giovane Stephen King. 

Villa Valmarana ai Nani di Vicenza è stata la location del “Don Giovanni” di Joseph Losey del 1979. 

Villa Sagramoso Sacchetti di Verona ha fatto da quinta a “Il mio giorno” di Stefano Usardi, 2015. 

Villa Da Schio di Castelgomberto (Vicenza) è stata scelta da Mario Soldati nel 1947 per il film “Daniele Cortis” e da Giorgio Treves per “Rosa e Cornelia” del 2000; e ancora, più di recente, dal regista Petr Václav per “Il Boemo”, di prossima uscita, che ha usufruito anche degli spazi del Castello di Thiene.

Villa Angarano di Bassano del Grappa (VI) ha ospitato il set di “Mino il piccolo alpino“, miniserie di Gianfranco Albano del 1986, e nel 2017 della fiction Rai “Di padre in figlia” di Riccardo Milani; inoltre, sempre qui sono appena iniziate le riprese del film su Tina Anselmi. 

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