Se non c’è accoglienza per le religioni non c’è rispetto per l’umanità e tanto meno si potrà costruire un mondo di pace e fratellanza
La libertà religiosa è un diritto fondamentale, ma in molte parti del mondo milioni di persone vengono discriminate o uccise semplicemente per la loro fede. Lo racconta da molti anni “Perseguitati più che mai”, il Rapporto che si concentra sulla realtà dei cristiani oppressi per il loro credo realizzato dalla Fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (https://acs-italia.org).
In quest’ultimo Rapporto il periodo monitorato si riferisce al biennio 2022-2024 e fornisce informazioni dettagliate sulla situazione dei cristiani in 18 Paesi, in cui i fedeli soffrono a causa dell’autoritarismo statale o degli attacchi degli estremisti. Il documento mette in luce le storie invisibili e le sfide che i tantissimi cristiani perseguitati e vessati stanno affrontando.
In tanti Paesi la realtà della vita quotidiana dei credenti è molto pesante: devono far fronte ai problemi legati alle molestie, alle detenzioni, ai trasferimenti forzati e alle uccisioni. Il lavoro svolto per il Rapporto 2022-2024 è stato curato dalla Sezione britannica di Aiuto alla Chiesa che Soffre la quale ha fatto riferimento ad una serie di fonti, tra cui i dati disponibili pubblicamente ma anche alle informazioni reperite dalle Chiese locali.
Pur attingendo ad analisi quantitative come il Social Hostilities Index del Pew Forum – uno strumento che misura l’indice di ostilità sociale realizzato dal Pew Research Center, un’organizzazione indipendente con sede a Washington specializzata nel fornire informazioni su problemi sociali riguardanti gli Stati Uniti ed il mondo in generale – “Perseguitati più che mai” rappresenta in buona sostanza un approfondimento qualitativo dei dati disponibili, comprendendo anche casi di studio e focus regionali.
Una tendenza allarmante emersa dalla ricerca è che già prima del periodo esaminato nel Rapporto la persecuzione e l’oppressione nei confronti dei cristiani si stavano intensificando. I dati del Pew Research Center per il 2021 indicavano infatti che i cristiani avevano subìto violenze di matrice religiosa, abusi verbali ed anche assassinio, in un numero di Paesi senza precedenti, 160 in totale, con un aumento di ben 50 nazioni dal 2012. “Perseguitati più che mai” 2022-2024 ha rilevato che in oltre il 60% delle nazioni prese in esame le violazioni dei diritti umani a danno dei cristiani sono aumentate rispetto all’ultimo Rapporto del 2020-2022.
Nel discorso del gennaio 2023, pronunciato davanti ai rappresentanti diplomatici presso la Santa Sede, Papa Francesco ha ricordato che nel mondo un cristiano su sette subisce persecuzioni. Gli attori statali e non statali hanno sempre più utilizzato le leggi esistenti e quelle nuove, criminalizzando gli atti ritenuti irrispettosi della religione di Stato come mezzo per opprimere i cristiani e altri gruppi religiosi minoritari.
Sono state oltremodo evidenziate minacce ai minori cristiani, soprattutto alle ragazze ed in molte nazioni i cristiani sono sempre più a rischio di persecuzioni, arresti e violenze: le chiese vengono incendiate, le donne rapite e stuprate, i fedeli uccisi per il loro credo. Tuttavia, qualche elemento in controtendenza è stato notato: è il caso dell’Arabia Saudita e dell’Egitto dove le autorità hanno rimosso dai testi scolastici i passaggi incitanti all’odio religioso contro cristiani e altre minoranze religiose.
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