Se un incontro fortuito possa rappresentare un colpo di fortuna non è dato a sapere, di certo nell’ultimo e brillante film di Woody Allen diventa un simulacro da cui poi l’intera pellicola vive di rendita, divertendo tra la commedia brillante e il “thriller manomesso”.
Perché Allen, maestro nel narrare leggero trame alquanto articolate e mai episodiche riesce a confezionare una storia che, seppur drammatica, calca il proscenio al solito ritmo di jazz, tratteggiando gelosie, voglia di una vita diversa e omicidi su commissione.
Fanny e Jean hanno tutto dalla vita, un lavoro di prestigio, ricchezza, agio e un apparente grande amore che vive tra il lussuoso appartamento parigino, cene e pranzi dove i calici di Bordeaux si sprecano e tutta la bella vita che sembra non aver alcun timore.
Ma ecco che per caso un giorno Fanny incontra per strada casualmente Alain, suo ex compagno di liceo, ora scrittore in erba, spiantato e in cerca di glorIa.
Sembrerebbe un episodio da derubricare in breve e via ed invece si trasforma in un vero e proprio “cambio di scena“, che stravolge la vita di Fanny, forse logora del marito, troppo avvezzo ai controlli, agli impulsi di gelosia nonchè a mostrare compiaciuto la moglie trofeo
Ed è in questo modo che il triangolo pericolosamente amoroso assume le fattezze di un circolo privato a cui in seguito parteciperanno sicari e modi spicci, ma sempre con la narrativa in punta di ciak, mai disturbata da tutto quello che infine racconta.
Allen riesce nel suo piccolo grande miracolo di intrattenere velocemente e gradevolmente percorrendo sentieri crudi e astiosi, senza allontanare.
Con il suo consueto finale tranchant, delizia che i suoi fans attendono sempre.
Coup de Chance di Woody Allen, con Lou de Laâge, Valerie Lemercier, Melvil Popaud, Niels Schneider
Photo credits by La Biennale di Venezia
Intravisti per voi di Mauro Lama
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