La dichiarazione del Portavoce dell’UNICEF James Elder durante la conferenza stampa di ieri al Palazzo delle Nazioni di Ginevra: “Il cessate il fuoco è finito”.
Ceasefire over in #Gaza. Attacks v near this hospital. Bombing consistent. Has humanity given up on the children of Gaza?! 😔 pic.twitter.com/dsyvQeBEWx
— James Elder (@1james_elder) December 1, 2023
“Il cessate il fuoco è finito. Possiamo già sentire i bombardamenti. Sono in un ospedale. C’è stato un attacco a circa 50 metri da qui. Questo è il più grande ospedale ancora funzionante a Gaza. È al 200% della sua capacità. Sì, questo è un ospedale. Il sistema sanitario qui è sovraccarico. Questo ospedale non può accogliere altri bambini con ferite di guerra. Ci sono bambini ovunque. Questi bambini dormono. C’è stata una bomba letteralmente a 50 metri da qui. È impossibile esagerare nel descrivere quanto la capacità degli ospedali si sia ridotta nelle ultime sette settimane. Non possiamo continuare a vedere bambini con le ferite della guerra, con le ustioni, con le schegge sparse sul loro corpo e con le ossa rotte. L’inazione di chi ha influenza sta permettendo l’uccisione di bambini. Questa è una guerra sui bambini”.
GINEVRA – “Oggi coloro che sono al potere hanno deciso che l’uccisione dei bambini sarebbe ricominciata a Gaza. Se mi concedete un minuto, posso dire quello che avevo preparato prima dell’inizio degli attacchi.
La situazione umanitaria a Gaza è così pericolosa che qualsiasi altra cosa diversa da una pace duratura e da aiuti d’emergenza su larga scala significherà una catastrofe per i bambini di Gaza.
Avrei quindi parlato della situazione disastrosa in materia di salute, nutrizione, acqua e servizi igienici, e di come ciò minacci una catastrofe di proporzioni ineguagliabili per i bambini di Gaza.
È tale l’enormità dei bisogni, tale è stato il blocco degli aiuti per così tanto tempo, che nonostante gli enormi sforzi di quest’ultima settimana, la situazione sanitaria, nutrizionale e igienica peggiora di giorno in giorno.
Avrei concluso dicendo: È quindi necessario attuare un cessate il fuoco duraturo. L’alternativa è impensabile per chi già vive in un incubo. L’inazione, in fondo, è un’approvazione dell’uccisione di bambini.
Ma eccoci qui. Le bombe sono iniziate pochi secondi dopo la fine del cessate il fuoco.
Sono andato immediatamente all’ospedale Nasser. Mentre ci avvicinavamo ho visto che c’era stato un attacco a circa 50 metri di distanza. Il Nasser è il più grande ospedale ancora funzionante di Gaza. È almeno al 200% della sua capacità. Centinaia di donne e bambini dormono nelle sale d’attesa e nei corridoi. I bambini con le ferite della guerra sono ovunque. Gli ospedali non possono accogliere altri pazienti feriti. Il sistema è distrutto. Ho visitato un ospedale nel nord del Paese, che di solito dovrebbe fare i rinvii a visite specialistiche. Ora è il più grande ospedale funzionante del nord. Sangue e bende insanguinate coprono il pavimento. Il personale sanitario è esausto. La chiesa all’interno dell’ospedale è un pronto soccorso – anch’essa è stata colpita. Ho visto una madre piangere mentre suo figlio moriva dissanguato. La morte è ovunque.
Sono andato all’ospedale Nasser per tutta la settimana. Per ascoltare i bambini, i coraggiosi e instancabili operatori sanitari palestinesi, le famiglie. Ho giocato con i bambini, cercando di distrarli dolcemente dal loro incubo. E a volte, ho potuto vedere un lieve cambiamento nei loro volti. Uno scorcio di infanzia che ritornava. Non più. La paura è tornata. Così come i feriti. Mentre ero lì, sono arrivati corpi insanguinati.
È da incoscienti pensare che altri attacchi contro la popolazione di Gaza possano portare a qualcosa di diverso dalla carneficina. Eppure, ci sono state tre o quattro grandi esplosioni nelle vicinanze mentre ero lì.
Di certo, qualsiasi conversazione su Gaza deve iniziare con l’empatia. È profondamente inquietante sentire come alcuni siano stati in grado di ignorare la tragica morte di questi bambini; e ora, oggi, sembrano essere a proprio agio con gli orrori – gli attacchi – che ricominciano.
Accettare il sacrificio dei bambini di Gaza significa che l’umanità si arrende.
Questa è la nostra ultima possibilità, prima di cercare di trovarci a spiegare l’ennesima tragedia del tutto evitabile”.
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