Il sindaco firma l’ordinanza per chiudere per 30 giorni un immobile in via Felisati diventato luogo di degrado e di rischio pandemico. Brugnaro: “Chi trasgredisce le regole non resta impunito. Grazie alle forze dell’ordine per l’impegno sul territorio” Il sindaco di Venezia ha firmato un’ordinanza con la quale si emette un provvedimento urgente per l’interdizione all’accesso di un immobile, ubicato a Mestre in via Felisati 90 e concesso in locazione all’A.I.V. e avente come legale rappresentante un cittadino camerunese. L’ordinanza si è resa necessaria a seguito di ripetuti interventi in loco della Polizia locale e della Polizia di Stato nel corso dei quali sono state riscontrate gravi e reiterate infrazioni per violazione delle misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e di quelle in materia di degrado e sicurezza urbana. Nello specifico nell’immobile indicato, affittato all’A.I.V stessa tramite il suo legale rappresentante e sul quale grava una richiesta di sfratto per morosità depositato presso il Tribunale di Venezia, si sono ripetutamente registrate, e ancora si registrano, senza soluzione di continuità, situazioni di frequentazione promiscua in totale spregio della normativa di contenimento della pandemia la quale dispone espressamente, all’articolo 16 del DPCM 2 marzo 2021 che “sono sospese le attività dei centri culturali, centri sociali e centri ricreativi”. Così – come ampiamente emerge dall’ordinanza stessa e dalla relazione del Comandante generale del Corpo di Polizia locale Marco Agostini – dal 2 novembre 2020 al 25 aprile scorso i ripetuti interventi da parte delle forze dell’ordine hanno portato all’irrogazione di ben 46 sanzioni amministrative di cui:
Si è ritenuto quindi necessario provvedere alla chiusura temporanea per trenta giorni dell’immobile ospitante l’A.I.V. in modo che questo non costituisca ancora un polo di attrazione che favorisca il diffondersi di fenomeni di degrado sociale, di rumori molesti e di rischi pandemici. L’ordinanza è stata trasmessa alla Prefettura di Venezia che non ha mosso rilievi. |
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