L’ex capitano della Juventus e della Nazionale Giorgio Chiellini ha annunciato su Instagram il proprio ritiro dal calcio giocato a 39 anni. In arrivo per lui probabilmente una nuova carriera in veste dirigenziale.
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“Sei stato il viaggio più bello e intenso della mia vita.
Sei stato il mio tutto. Con te ho percorso un cammino unico e indimenticabile.
Ma ora è il momento di aprire nuovi capitoli e scrivere altre pagine importanti ed entusiasmanti.”
Con queste parole sul proprio canale Instagram l’ex capitano della Juventus e della Nazionale Giorgio Chiellini ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato. Lo aveva un po’ preannunciato sabato notte durante la conferenza stampa al termine della finale di Mls giocata e persa tra la sua ultima squadra, i Los Angeles FC, e i Columbus Crew:
“Purtroppo una delle due squadre deve perdere. È stato un bellissimo viaggio. Potrebbe essere stata la mia ultima partita. Mi prenderò un paio di giorni per decidere. Ho imparato come vincere e come perdere. Loro stanotte sono stati migliori di noi. È meglio perdere in finale, che al primo turno. Il club, l’organizzazione, devono essere orgogliosi. Il ritiro? Ho ancora dei dubbi. Devo capire cosa devo seguire: se la mia testa, il mio cuore o la mia gamba. E nelle ultime settimane sono arrivate tante chiamate diverse. Sono arrivato l’anno scorso con molti sogni e speranze. Ma non avrei mai potuto sognare quello che ho vissuto in questi 18 mesi. È qualcosa che mi è entrato nel cuore, nel sangue”.
Come sempre il “Chiello” è stato di parola. Passati giusto un paio di giorni ed ecco l’annuncio della sua decisione. A 39 anni, il condottiero dei 9 scudetti consecutivi in bianconero e del vincente Europeo 2021 attacca gli scarpini al chiodo. Con lui lascia il calcio l’ultimo vero grande difensore. Un gioco diverso, fatto anche di grinta, “sane botte” e in cui la bravura con i piedi a volte era un optional.
La carriera
Giorgio Chiellini cresce calcisticamente a Livorno, città in cui risiedeva. Con la squadra toscana fa tutta la trafila delle giovanili tranne una piccola parentesi nella Roma che ne diventa comproprietaria. Debutta tra i professionisti a soli 16 anni in C1 per poi partecipare alla doppia promozione in B e poi in A.
Nel 2004 viene acquistato dalla Juventus che lo gira in prestito per un anno alla Fiorentina. L’anno successivo arriva a Torino in uno spogliatoio ricco dei più grandi campioni dell’epoca e con in panchina Fabio Capello. Il resto è la storia del calcio italiano degli ultimi vent’anni.
Dopo il primo anno in A ne segue uno in B per Calciopoli, il ritorno nella massima serie, i due settimi posti e il ritorno ai successi. 17 anni in bianconero con 561 presenze (terzo nella storia dietro solo ad Alex Del Piero e Gigi Buffon), 36 gol, 9 scudetti consecutivi più quello tolto da Calciopoli, 5 supercoppe italiane, 5 coppe Italia più le due finali di Champions League.
Nel 2022 lascia la Juventus per iniziare una nuova avventura in Mls con i Los Angeles FC. Negli Stati Uniti vince 2 Western Conference e 1 campionato Mls perdendo sabato la finale per il secondo.
Chiellini in campo era a volte brutto da vedere, spesso scomposto e scoordinato. Nasce inizialmente come terzino sinistro e venne poi trasformato in uno dei migliori difensori centrali della sua generazione, formando con Bonucci e Barzagli (senza contare Buffon in porta) la celeberrima BBC, ovvero il muro difensivo della Juventus e dell’Italia invidiato in tutto il mondo.
La sua grinta e il non mollare mai lo hanno portato a innumerevoli infortuni alla testa e al naso. Era infatti un classico vederlo giocare indossando una fascia o un turbante insanguinato. Talmente normale che quando si è ferito durante l’ultima sua apparizione in bianconero nel 2022 in casa della Fiorentina (squadra con cui aveva debuttato nel 2004 in Serie A) e il suo volto ha iniziato a sanguinare, tutti gli spettatori allo stadio e a casa hanno sorriso, lui compreso. Non poteva che finire così per un guerriero come lui.
È stato considerato da molti degli attaccanti con cui si è confrontato, tra cui Ibrahimović e Harry Kane, uno dei difensori più forti della sua generazione. Proprio il capitano della Nazionale inglese lo ha confermato giusto la settimana scorsa, inserendolo tra i due difensori più difficili da affrontare al mondo:
“All’inizio della mia carriera ho affrontato John Terry: era davvero intelligente e furbo, uno dei migliori nel suo ruolo. E poi Giorgio Chiellini: mi ci sono trovato di fronte sia quando ho giocato contro l’Italia che contro la Juventus. Era davvero difficile giocare contro di lui: furbo, forte, usava bene il suo corpo, bravo negli scontri aerei. Sono loro due i più forti difensori che ho sfidato in carriera“
L’eroe di Wembley
Esegue tutta la trafila delle Nazionali giovanili, vincendo il campionato Europeo under 19 nel 2003 e nell’anno successivo il bronzo alle Olimpiadi di Atene.
Esordisce in Nazionale Maggiore nel novembre dello stesso anno per poi giocare contemporaneamente anche nell’Under 21. Nel 2007 segna il suo primo gol ufficiale con la maglia azzurra, ne seguiranno altri 7 nelle 117 partite disputate (quinto per presenze nella storia della Nazionale).
Troppe le presenze e gli aneddoti nella sua lunga carriera in azzurro. Vice campione d’Europa nel 2012, protagonista suo malgrado nel famoso morso di Suarez nella gara che sancì l’eliminazione dal Mondiale 2014. Le due qualificazioni mancate alle edizioni successive e soprattutto la cavalcata dell’Europeo vinto nel 2021 in Inghilterra.
Perché c’è un momento esatto in cui Chiellini passa di colpo dall’essere l’antipatico violento difensore della Juventus a diventare il condottiero di una Nazione intera, l’ultimo baluardo di una Nazionale senza divi o stelle di prima grandezza, ma di ragazzi uniti pronti a tutto per vincere.
È la sera del 6 luglio 2021. Si gioca la semifinale di Euro2020 con la Spagna. Segna Chiesa, pareggia Morata. Si va ai calci di rigore. I due capitani vanno a centrocampo con gli arbitri per stabilire dove si calceranno i rigori e chi lo farà per primo. Il capitano spagnolo Jordi Alba, nonostante la sua incredibile esperienza internazionale, è molto teso. Chiellini no, ride. Lo prende in giro, lo abbraccia, gli urla ridendo “mentiroso” (bugiardo) per avere lui la possibilità di calciare sotto alla propria curva. Lo destabilizza in ogni modo possibile.
Il resto è storia. Si va in finale a Wembley contro i padroni di casa che fin dalla prima partita vengono trascinati dal coro “It’s coming Home“. Sembra tutto scritto nel destino. Dopo due minuti segna Shaw. Lo stadio è una bolgia. L’Italia non molla e al 67° pareggia Leonardo Bonucci.
Siamo agli sgoccioli della partita, il giovane Bukayo Saka, appena entrato, salta in velocità il quasi trentasette Giorgione Chiellini che non ci sta. Una volta superato, il difensore acchiappa letteralmente per la collottola il giovane attaccante inglese fermandolo. E l’immagine dell’anno, il meme perfetto, è l’attimo che cambia la partita, ci porta ai rigori e alla vittoria del titolo continentale.
L’ultima grande impresa del capitano? No, dopo aver fallito nuovamente la qualificazione al Mondiale nel 2022, si lascia lo sfizio di un’ultima partita in azzurro, la Finale delle Finali contro l’Argentina di Messi futura campione del mondo. L’Italia perde 3 a 0. Ma gli applausi sono tutti per Re Giorgio, l’ultimo grande difensore.

Photo credits: Figc.it
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