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Cgil, Uil. La chiusura della Fondazione non è compatibile con la conservazione dei beni

3 minuti di lettura

Il Sindaco di Venezia è intervenuto in merito al dibattito sulla chiusura dell’attività dei Musei Civici. Dobbiamo constatare – dichiarano Daniele Giordano Cgil e Mario Ragno Uil – che purtroppo il Sindaco, Vice Presidente della Fondazione e Assessore alla Cultura non ha, dopo quasi 6 anni, compreso di cosa si occupa la Fondazione Musei Civici.
Forse sarebbe bene che il Ministero dei Beni culturali, che ha competenza su questo, disponga un’ispezione per verificare la compatibilità della conservazione dei beni con la chiusura di tutte le attività.
 
In tutte le sue considerazioni Brugnaro parla dell’accesso ai Musei come attività principale della Fondazione, peccato che quella di cui parla sia l’attività che la Fondazione ha esternalizzato, purtroppo senza nemmeno tutele per i lavoratori e con la complicità dell’Amministrazione Comunale, alle cooperative.
 
Che il Sindaco, Assessore alla cultura e Vice Presidente della Fondazione confonda quello che fa la Fondazione con quello che fanno i soggetti privati degli appalti non solo è grave ma dimostra come non si comprenda che il compito principale che lo Stato affida al Comune, scritto nero su bianco nella convenzione per Palazzo Ducale, è la conservazione e la cura del bene e, di conseguenza, la sua fruizione.
 
Questo vale per tutta la nostra offerta museale che è tale solo grazie al lavoro che per semplicità potremmo definire dietro le quinte.
 
Dobbiamo informare l’Amministrazione Comunale che questi sono alcuni dei compiti che svolge la Fondazione :
Ricerca scientifica ricerca scientifica / implementazioni delle collezioni / gestione di acquisti, donazioni, depositi a lungo termine /inventariazione / riscontri inventariali / catalogazione informatizzata del pregresso e delle nuove opere / programmazione attività di conservazione e valorizzazione / aggiornamento bibliografico / campagne fotografiche, digitalizzazione e archiviazione dati / campagne di restauro programmate / campagne di restauro urgenti / direzione restauri / ispezione opere esposte nei musei e nei depositi museali / ispezione opere in depositi esterni / controllo dei parametri standard climatici di conservazione nei locali museali, nei depositi interni ed esterni / gestione delle manutenzioni ordinarie dei musei / rapporti con istituzioni finanziatrici di progetti restauro e eventi / rapporti con sponsor finanziatori di progetti di restauro e eventi / rapporti con soprintendenze per autorizzazioni in in merito a conservazione, restauro, valorizzazione / rapporti con altri musei e istituzioni per mostre ed eventi / rapporti e assistenza a studiosi per richieste scientifiche/ gestione dei prestiti di reperti ad altre istituzioni scientifiche per scopo di studio / didattica e rapporti con scuole e famiglie / rapporti e coordinamento con il personale di guardiania e sicurezza / monitoraggio gradimento visitatori / progettazione e cura di pubblicazioni scientifiche / progettazione, aggiornamento e cura degli apparati didascalici / progettazione e cura di allestimenti museali e di mostre, in sede e all’estero / procedure di valutazione e assicurative delle opere in prestito / accompagnamento delle opere in altre strutture museali / visite istituzionali / partecipazione a incontri pubblici e convegni / comunicazione e rapporti con i giornalisti.
 
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio, che l’Assessore alla cultura dovrebbe conoscere, recita “Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione”.
Si capisce bene come il compito primario sia la conservazione del nostro patrimonio culturale, compito che è assegnato alla Fondazione e che restando chiusa per tre mesi non può certo assicurare.
 
L’apertura dei Musei, che come sindacati chiediamo e auspichiamo, è altra cosa rispetto all’attività della Fondazione ed è su questo che il Sindaco non risponde.
 
Consideriamo anche grave che sempre il Sindaco non sappia che i lavoratori sono stati in cassa integrazione al 50%, per gran parte del 2020 proprio a seguito di accordo sindacale.
Sono stati i tanto vituperati sindacati a proporre l’accesso alla Formazione che la Fondazione ha subordinato invece alla firma della cassa integrazione al 100% per tutti.
 
Prova della confusione della gestione di questa Amministrazione è che a metà novembre la proposta formalizzata dalla Fondazione era una cassa integrazione al 50% che dopo 20 giorni si è trasformata al 100%, non certo per fattori esterni visto che la pandemia è rimasta tale e i conti del bilancio erano già noti, ma solo per l’intervento del padrone che giudicando la cultura qualcosa di poco utile al suo modello di città ha imposto il blocco totale.
Noi abbiamo documenti e resoconti di riunioni che raccontano come è andata questa discussione aspettiamo con ansia che il Sindaco presenti le sue di carte dove, nero su bianco, si capirà come garantisce la conservazione dei beni con tre mesi di chiusura. Allo stesso modo non è chiaro come sia possibile lavorare alle celebrazioni dei 1600 anni di Venezia, o come il Sindaco pensa possano essere coinvolti i lavoratori in celebrazioni del 25 marzo se sono a casa? Forse lavorando in cassa integrazione?
 
Auspichiamo anche che prima o poi il Sindaco porti il bilancio della Fondazione Musei in Consiglio Comunale in modo che lui, l’Assessore al Bilancio e tutti i consiglieri possano rendersi conto che il buco di 7 milioni di euro non c’è grazie ai contributi decisi dallo Stato. Sarebbe bene che lo scoprissero giusto per non dare l’idea che quei soldi siano destinati ad altro, magari al fantomatico Salone Nautico.
 
Come Cgil e Uil – concludono Giordano e Ragno – ovviamente ci riserviamo di mettere in campo tutte le azioni possibili a tutela del patrimonio culturale della città, auspichiamo che i rappresentanti parlamentari di tutte le forze politiche interroghino con urgenza su questo il Ministro dei Beni Culturali.

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