Novità dell’ultimo decreto riaperture è l’introduzione dei “certificati verdi” documenti destinati a dimostrare l’avvenuta completa vaccinazione contro il Covid, l’avvenuta guarigione o la negatività comprovata da tampone.
Con questa sorta di certificato sarà possibile spostarsi tra regioni di diverso colore o di non rispettare la quarantena in caso di viaggi all’estero. Il certificato verde sarà valido per sei mesi o per 48 ore in caso di tampone.
Ebbene questo certificato è già oggetto di un avvertimento da parte del Garante della privacy sulle sue criticità perché, tra l’altro, “gravemente incompleto in materia di protezione dei dati e privo di una valutazione dei possibili rischi su larga scala per i diritti e le libertà personali.”.
Insomma i “certificati verdi” non dovrebbero essere adottati. Se ci sono delle libertà da rispettare, rispettiamole.
Fonte : ilpost.it del 23/04/2021
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