Giovedì 11 settembre a Casa Robegan la presentazione del restauro della facciata dell’antico edificio di via Ortazzo. Un viaggio tra arte, memoria e identità cittadina
TREVISO – Un intervento di messa in sicurezza ha riportato alla luce un frammento prezioso della storia trevigiana. È il caso della facciata di Casa Minotto, già sede dell’Ospedaletto dei Santi Marco e Vittore, nel cuore del centro storico di Treviso, in via Ortazzo.
Il restauro, curato dall’architetto Gianluca Finco, ha permesso di riscoprire un ciclo pittorico ad affresco che abbraccia oltre mezzo secolo di storia artistica: dalla decorazione più antica, risalente alla metà del XV secolo, fino agli interventi del primo decennio del Cinquecento.
La presentazione ufficiale del progetto si terrà giovedì 11 settembre alle ore 18.00 presso Casa Robegan (via Antonio Canova, 38), in un incontro promosso dalla Fondazione Giuseppe Mazzotti e dalla rivista Fragmenta – Studi trevigiani di scienze storico-artistiche e archeologiche, con il contributo di Antiga Edizioni.
Durante l’incontro, l’architetto Finco illustrerà le fasi del restauro, dalle indagini preliminari all’intervento esecutivo, che ha restituito alla città non solo una facciata affrescata nascosta da strati di intonaco, ma anche un importante tassello della sua identità storica.
Accanto a lui, la storica dell’arte Silvia Rizzato presenterà i risultati di un’approfondita ricerca archivistica e iconografica che ha permesso di attribuire la committenza degli affreschi alla nobile famiglia Minotto, già protagonista della vita politica cittadina con due podestà nel Quattrocento: Francesco (1444–1445) e Lorenzo (1463–1465).
Particolarmente significativo lo stemma con il leone passante, simbolo di potere e prestigio, e l’affresco sopra il portone d’ingresso che raffigura i santi Marco e Vittore, patroni dell’Ospedaletto, insieme alla Madonna annunciata, protettrice della Scuola dei laneri.
Interverranno anche Marco Chiarelli per la Fondazione Giuseppe Mazzotti e Rossella Riscica, direttrice della rivista Fragmenta, che ha pubblicato il saggio dedicato al restauro.
L’incontro rappresenta un’occasione per riflettere sul valore della conservazione e della ricerca storico-artistica, e per riscoprire il patrimonio nascosto che ancora oggi abita le architetture della città.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Per informazioni: www.fondazionemazzotti.it
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