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Brugnaro, appello al Governo: “Si firmi il decreto per unificare le competenze delle acque in Laguna”

“I recenti tragici fatti di cronaca hanno fatto emergere, ancora una volta, l’urgenza di disciplinare, in modo unitario e funzionale la gestione delle acque lagunari. Quelle acque, nelle quali e con le quali Venezia vive e

“I recenti tragici fatti di cronaca hanno fatto emergere, ancora una volta, l’urgenza di disciplinare, in modo unitario e funzionale la gestione delle acque lagunari. Quelle acque, nelle quali e con le quali Venezia vive e che le conferiscono quella “specialità” che non ha eguali in Italia e che la Repubblica si è solennemente impegnata a proteggere, anche unificando, come ripetuto dagli innumerevoli tentativi di riforma della legislazione speciale rimasti purtroppo lettera morta da almeno 20 anni, la gestione delle acque lagunari.

 

Oggi, gli effetti dallo spezzettamento di competenze (tra cui Provveditorato, Capitaneria di porto, Regione Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Comune di Venezia ed altri Comuni di gronda lagunare) rendono ogni giorno evidente che la capacità di regolamentazione, l’efficacia dei controlli, la potestà sanzionatoria, le risorse per una programmata manutenzione sono funzioni che debbono essere svolte da un unico ente, che coordini le altre Istituzioni.

 

Tutto questo doveva essere già realizzato da marzo 2015, secondo quanto previsto da  un decreto legge del 2014 che ha riconosciuto nella Città Metropolitana l’ente al quale attribuire i poteri per la gestione unitaria. Purtroppo i governi precedenti si sono sottratti a questo obbligo. Nonostante continui a ripeterlo da tre anni, ci ritroviamo ancora in questa situazione. È tempo di agire.

 

Spero che il premier Conte sappia decidere in discontinuità con il passato, ottemperi alla Legge e,  in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri firmi quel decreto che la città attende da oltre 36 mesi. Un decreto, la cui bozza, redatta da tempo, mi risulta sia sul tavolo di Palazzo Chigi.

 

Ma la gravità della situazione richiede qualcosa di ancora più urgente: nelle more del trasferimento delle funzioni, sono ad anticipare al ministro Salvini la disponibilità della Città Metropolitana ad assumere il ruolo di Commissario straordinario al Moto Ondoso, per poter intervenire al più presto e gestire con operatività ed efficacia questa vera e propria emergenza. Il riferimento è a quando, nel 2002 su proposta del Ministro dell’Interno dell’epoca fu nominato Commissario al Moto Ondoso l’allora Sindaco di Venezia Paolo Costa.

 

Sono sicuro che ampliando la capacità di intervento al territorio metropolitano e ricreando le condizioni di unitarietà di gestione, sapremmo mettere in campo da subito un programma efficiente ed efficace di interventi. Anche così salviamo Venezia e la sua Laguna, ma prima di tutto tuteliamo chi la vive e la frequenta”.

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