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Blocco dei licenziamenti,  CNA: «Grave non averlo utilizzato per riqualificare i lavoratori»

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Blocco dei licenziamenti,  CNA: «Grave non averlo utilizzato per riqualificare i lavoratori»
«Il lungo blocco dei licenziamenti, nel nostro Paese, è sta un’occasione mancata. Non contestiamo il blocco in sé, che ha avuto la positività di salvaguardare il patrimonio di risorse umane di molte aziende. Si è però al contempo impedito a centinaia di migliaia di lavoratori di riqualificarsi per poter avere nuove opportunità di lavoro, cioè di vita. Dobbiamo superare la logica della difesa del posto di lavoro a vantaggio di una logica di tutela del lavoratore».
Lo afferma Mattia Panazzolo, direttore di CNA territoriale di Treviso.
Il punto è questo. I lavoratori in cassa integrazione attualmente non possono accedere a percorsi di riqualificazione professionale pubblici gratuiti, perché le politiche attive (su cui ci sono ingenti fondi pubblici) sono rivolte agli inoccupati e ai disoccupati. Ci troviamo così in una situazione schizofrenica in cui, da un lato, c’è un’ingente forza lavoro bloccata e, dall’altro, ci sono settori dell’economia territoriale, come ad esempio il comparto casa, che non trovano personale, tantomeno qualificato.
Secondo CNA, l’errore che nel nostro Paese si sta facendo è trattare situazioni diverse in modo uguale. Se un’azienda sa di poter ripartire è giusto che possa mettere momentaneamente in stand-by la sua manodopera con l’obiettivo di salvaguardare il proprio patrimonio di risorse umane e i posti di lavoro di chi,  per quell’azienda, si è speso.
Ma se un’attività economica non ha le carte in regola per agganciare la ripresa, è dannoso congelare la sua forza lavoro senza contemporaneamente poterla riqualificare perché tale situazione è solo una tutela apparente e di breve periodo dei lavoratori: va infatti a detrimento dei lavoratori stessi a cui non viene data la possibilità di acquisire nuove competenze e rimettersi in gioco in settori che offrono più opportunità.
Il PNRR contiene ingenti fondi per le politiche attive: quasi 7 miliardi di euro. Ciò che manca è, secondo CNA, un sistema di ricollocamento degno dell’ottava economia del mondo.
«Dobbiamo al più presto mettere in campo un sistema efficiente di riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori, è un tema sempre più pressante visto quanto sta cambiando il mercato del lavoro e quanto cambierà nel prossimo futuro» conclude il direttore di CNA Treviso.

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