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Basilica Loreto, è a firma trevigiana l’ingegneria di ponteggio che ha consentito il restauro senza bloccare i fedeli. Le PRIME IMMAGINI in esclusiva a 45 metri d’altezza dei restauratori

3 minuti di lettura

UN PONTEGGIO SOSPESO FRA LA CUPOLA E IL CIELO

Dalla trevigiana Euroedile il piccolo “miracolo” di ingegneria per i fedeli della  Santa Casa della Vergine di Loreto

Adottato un sistema che consente, anche durante i lavori,  le normali funzioni religiose

 

Restaurare cupola, affreschi interni e parte alta della basilica della Madonna di Loreto (Ancona) evitando di chiudere alla vista per mesi la struttura con impalcature esterne posate al suolo e senza interferire sulla normale fruizione del luogo sacro di fedeli e visitatori.
E’ la soluzione resa possibile grazie al miracolo ingegneristico di “Ponteggi Euroedile”, società di Postioma di Paese (Treviso) specializzata nella progettazione e realizzazione di ponteggi “estremi”, la quale si è aggiudicata l’operazione, funzionale ad un più ampio progetto di restauro della Santa Casa sostenuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e realizzato dalla Costruzioni Ingg. Penzi spa di Caserta e dalla Gi.So. srl di Roma.
Per consentire ai restauratori di lavorare su tre distinti livelli, a 34, 45 e 59 metri  d’altezza, Euroedile ha utilizzato più di 175 mila chilogrammi di strutture in metallo, una massa che sarebbe però lievitata almeno del 30%, con parallelo aumento dei costi, qualora si fosse optato per i metodi tradizionali normalmente utilizzati in edilizia.
Ancorando invece il sistema alle pareti esterne e impiegando solo quattro colonne portanti ai vertici del perimetro dell’area di lavoro, l’impatto visivo e le limitazioni al consueto svolgimento delle visite e delle funzioni sacre, in uno fra i più frequentati luoghi di culto mariano al mondo, sono risultati minimi. “E’ stata la constatazione della quantità di fedeli che accedono tutti i giorni alla basilica e delle loro aspettative di bellezza e raccoglimento – spiega Nereo Parisotto di Euroedile – che ci ha indotto, già dal primo sopralluogo, ad azzerare il progetto iniziale il quale avrebbe precluso il passaggio e la permanenza dei visitatori praticamente in tutta l’area soggetta al restauro”.
Il sistema di tre ponteggi ha richiesto l’impiego di 20 addetti della società presieduta dal fondatore, Nereo Parisotto, e ciascuna delle strutture sarà utilizzata per durate diverse.

“Il ponteggio, in questo tipo di intervento, è una parte importante perché una struttura montata in maniera corretta e fruibile al 100%, sia per chi lavora e anche per chi verifica tutte le attività, come la direzione lavori e l’ alta sorveglianza della soprintendenza, consente di accorciare i tempi di lavorazione e fa lavorare tutti in sicurezza” ha detto Alfredo Pecce geometra capocantiere di “Costruzioni Ingg. Penzi spa” in ATI con la Gi.So. srl.

 

Quella esterna potrebbe essere rimossa a fine ottobre, quando saranno ultimati gli interventi di recupero della parte alta della basilica, firmata in successione dagli architetti rinascimentali Donato Bramante, Francesco Boccalini e Lattanzio Ventura e conclusa nel 1587.

Si protrarrà probabilmente più a lungo, invece, il consolidamento di edifici come l’Ufficio del Rettore e il passaggio aereo fra Basilica e Palazzo Apostolico, comprendendo in questa fase anche il ripristino dello stato originario delle vetrate istoriate del tamburo.
Non c’è una scadenza precisa anche per il restauro della copertura in piombo della cupola e degli affreschi interni di Cesare Maccari, realizzati tra il 1897 ed il 1907.

 

Per Ponteggi Euroedile, che ha chiuso il 2018 con ricavi per quasi 9,4 milioni di euro, l’incarico di Loreto è comunque solo uno dei 270 cantieri in cui la società è oggi impegnata con i suoi 130 dipendenti.

La cifra comune a molte delle opere, e che fa la differenza rispetto agli altri fornitori, sta nell’individuazione di soluzioni che permettono di agganciare il sistema di ponteggi direttamente alla struttura grazie a tasselli e catene certificate, con livelli di sicurezza identici a quelli dei metodi classici.

I progetti sono concepiti in modo “sartoriale” e sviluppati attraverso una prima simulazione in 3D da una divisione ingegneristica della stessa società affidata all’ing. Alessandro Zanatta. Si tratta di un’esperienza ormai consolidata che rende la società trevigiana fra le più richieste in ambito nazionale ed estero, in particolare per interventi su viadotti ed opere stradali a grandi altezze. All’attivo di Ponteggi Euroedile, ad esempio, vi sono il Viadotto Ganterbrucke del Passo del Sempione, e quelli di Capodichino a Napoli, il “Colle Isarco” a Bolzano, il “Pietrasecca” a L’Aquila e il “Ponte San Michele” di Paderno d’Adda (Lecco).

 

Postioma di Paese (TV) 2 ottobre 2019

 

 

 

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