Il Coordinamento Docenti esprime vicinanza alla famiglia e sollecita interventi strutturali e preventivi per garantire edifici scolastici sicuri e tutelare studenti e insegnanti
GENOVA – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda vicinanza alla famiglia del bambino di sette anni precipitato da una finestra del secondo piano di una scuola primaria di Genova Voltri. Il piccolo, dopo un volo di quasi sei metri, è stato soccorso in condizioni gravissime dai sanitari del 118, giunti sul posto con ambulanza e automedica. Data la gravità della situazione, è stato richiesto l’intervento dell’elicottero Drago, che ha potuto atterrare soltanto grazie alla chiusura temporanea del casello autostradale di Genova Prà. Il bambino, intubato, è stato trasferito d’urgenza all’ospedale pediatrico Gaslini, dove si trova ora in rianimazione, in prognosi riservata. A dare l’allarme è stata una passante che ha assistito alla scena e che, colta da un forte stato di choc, è stata anch’essa soccorsa e condotta al Villa Scassi. La tragedia si è consumata poco dopo mezzogiorno e rimangono ancora da chiarire le circostanze della caduta, sulle quali stanno indagando le autorità competenti.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso la propria apprensione per quanto accaduto, rivolgendo un pensiero al bambino e ai suoi familiari, e ha annunciato l’avvio di un’ispezione ministeriale per fare piena luce sulla dinamica dell’evento. Il CNDDU accoglie con attenzione la necessità di chiarezza, ma ritiene fondamentale sottolineare che la sicurezza scolastica non può dipendere solo da accertamenti successivi a fatti drammatici. È urgente pensare a una politica strutturale e sistemica, capace di restituire fiducia e serenità a chi ogni giorno vive la scuola. La prevenzione e la manutenzione devono diventare priorità assolute, perché ogni finestra, ogni corridoio, ogni spazio frequentato da bambini e ragazzi dovrebbe rispondere a criteri di sicurezza rigorosi e garantiti.
Accanto al dolore e alla preoccupazione per il piccolo studente, non può passare sotto silenzio la condizione degli insegnanti, che quotidianamente affrontano una responsabilità enorme e spesso sproporzionata rispetto agli strumenti messi a loro disposizione. L’insegnamento non è solo trasmissione di saperi, ma anche vigilanza costante e cura dei minori, esercitata in contesti che troppo spesso presentano fragilità strutturali e rischi imprevisti. Il peso emotivo e psicologico di tali responsabilità, aggravato dal timore di conseguenze legali e morali in caso di incidenti, non può essere ignorato né minimizzato. La società deve riconoscere che il lavoro docente si svolge dentro scenari complessi, in cui la dedizione personale non basta a garantire condizioni di sicurezza che dovrebbero essere affidate a interventi preventivi delle istituzioni.
Il CNDDU ribadisce che la scuola deve essere il luogo della crescita, della protezione e della speranza, e non può trasformarsi in teatro di tragedie evitabili. Per questo si impegna a vigilare affinché l’attenzione non si spenga con il trascorrere dei giorni e affinché le parole di cordoglio si traducano in azioni concrete. Continueremo a promuovere iniziative di sensibilizzazione e a richiamare con forza l’urgenza di un piano straordinario per la sicurezza degli edifici scolastici, consapevoli che la tutela del diritto alla vita e all’incolumità dei minori è il presupposto stesso di ogni diritto allo studio. Al piccolo alunno e alla sua famiglia giunge il nostro pensiero più affettuoso e la speranza che possa giungere presto una notizia di miglioramento.
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