In ricordo di Valeria Egidi Morpurgo
Martedì 02 Novembre 2021 – 17:00 – Sala Lettura
Attività ospitate
Incontro pubblico
In ricordo di Valeria Egidi Morpurgo
Presenta Cecilia Dolcetti,psicologa e psicoterapeuta
Testimonianze di:
Guglielmina Sartori, psicologa, psicoterapeuta, esperta in adolescenti, membro SPI, componente IPA
Camilla Giraudi, psicologa, psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, referente del gruppo di Teatro e Psicoanalisi nel Centro milanese Cesare Musatti, membro SPI, componente IPA
Antonella Graiff, manager della ricerca, responsabile del programma di alta formazione in medicina della Fondazione Bruno Kessler di Trento, membro del CdA della Fondazione trentina per la ricerca sui tumori.Il contemporaneo a Venezia nella seconda metà del ‘900. Artisti, istituzioni e mercanti
Mercoledì 03 Novembre 2021 – 17:30 – Sala Lettura
Programma accademico
Ateneo Veneto, Associazione Amici dei Musei e Monumenti Veneziani
CORSO DI STORIA DELL’ARTE 2021
IL CONTEMPORANEO A VENEZIA NELLA SECONDA META’ DEL ‘900. ARTISTI, ISTITUZIONI E MERCANTI
a cura di Camillo Tonini
Lezione inaugurale
Il sistema dell’arte a Venezia: la lunga storia della Galleria del Cavallino (1942-2003)
Relatore: Giovanni Bianchi, Università di Padova
La lezione inaugurale del Corso di Storia dell’Arte 2021 ripercorre l’appassionante storia della Galleria del Cavallino, attiva a Venezia dal 1942 al 2003 con 1040 mostre al suo attivo.
Diretta da Carlo Cardazzo, diviene da subito luogo di cultura, punto di riferimento per tutti gli artisti e gli amanti dell’arte che dimorarono o sono transitati per la città lagunare.
Inizialmente la programmazione della Galleria si orienta su un doppio binario: presentare opere di qualità dei maestri dell’arte italiana, alcuni dei quali ancora non riconosciuti pienamente, e selezionare giovani artisti promettenti.
Durante gli anni Cinquanta la Galleria del Cavallino si conferma come la più importante attiva a Venezia con aperture di carattere internazionale.
Dopo la prematura scomparsa di Carlo Cardazzo, mancato nel 1963, la Galleria viene diretta, dal 1966, dai figli Paolo e Gabriella, con uno sguardo sempre attento alle nuove tendenze e alle sperimentazioni, soprattutto nel campo della video arte.
Dal 1997 il Cavallino si occupa del sistema dell’arte contemporanea e delle attività delle principali istituzioni deputate alla sua promozione, ovvero la Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e la Fondazione della Bevilacqua La Masa.
Giovanni Bianchi
Laureato in Lettere a indirizzo storico artistico a Ca’ Foscari dove ha seguito i corsi di storia dell’arte contemporanea tenuti da Giuseppe Mazzariol.
E’ professore associato di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Padova.
Dal 1997 si occupa del sistema dell’arte contemporanea (artisti, esposizioni, spazi espositivi, committenza, critica, pubblico, con particolare riguardo all’area triveneta) e delle attività delle principali istituzioni deputate alla sua promozione quali la Biennale di Venezia e la Fondazione Bevilacqua La Masa.
Tra le sue pubblicazioni le monografie Un Cavallino come logo. Storia delle Edizioni del Cavallino di Venezia (Edizioni del Cavallino, 2007) e Gallerie d’arte a Venezia 1938-1948. Un decennio di fermenti innovativi (Cicero, 2010).
Ha dedicato le sue ricerche al Futurismo e ad altre avanguardie storiche, nonché ad artisti particolarmente rappresentativi sia della pittura che della scultura del Novecento.La dea stanca. Vita di Lina Bo Bardi
Giovedì 04 Novembre 2021 – 18:00 – Sala Lettura
Attività ospitate
Presentazione del volume
La dea stanca. Vita di Lina Bo Bardi
di Zeuler Rocha Lima (Monza, Johan & Levi Editore 2021)
L’autore dialoga con Roberto Dulio e Francesca Molteni
Ingresso libero con Green Pass fino a esaurimento posti
Nell’anno del Leone d’Oro speciale alla memoria alla Biennale di Venezia, Johan & Levi Editore pubblica la prima biografia di Lina Bo Bardi.
“La dea stanca” di Zeuler R. Lima ripercorre l’avventura professionale e umana di una donna straordinaria che ha sfidato le convenzioni sociali e intellettuali della propria epoca.
Originale e autorevole architetta del XX secolo, Lina Bo Bardi è stata anche una designer, curatrice e scenografa: i suoi edifici più celebrati – il MASP (Museu de Arte de São Paulo), la Casa de Vidro e il SESC Pompéia – rispecchiano l’idea di un’architettura d’avanguardia e anticonvenzionale, che pone al centro la collettività, il rapporto con la natura e con la tradizione vernacolare, temi oggi più che mai attuali.
Il libro, corredato di 41 fotografie in bianco e nero e 10 disegni acquerellati, è il risultato di vent’anni trascorsi a studiare, scrivere e curare mostre sulla vita e l’opera di questa donna coraggiosa e perspicace, che ha attraversato le proprie contraddizioni senza timidezze, oscillando tra impulsi rivoluzionari e un temperamento malinconico.
Biografia
Nata a Roma nel 1914 Lina si laurea in architettura con Marcello Piacentini per poi trasferirsi a Milano nel 1940 e lavora a stretto contatto, tra gli altri, con Carlo Pagani e Bruno Zevi.
Ribelle solitaria dal carattere audace e irascibile – che le valse l’epiteto «la dea stanca», coniato da Valentino Bompiani – Lina farà tesoro dell’esperienza milanese.
Ma è in Brasile che Bo Bardi, giunta nel 1946 insieme al marito Pietro Maria Bardi, porta a maturazione la sua originale voce di progettista attraverso una carriera lunga e ricca di sfaccettature, traducendo nel pensiero e nella prassi una formazione poliedrica.
Zeuler R. Lima è ricercatore, artista, designer, curatore e professore di architettura presso la Washington University di Saint Louis, Missouri. Nel 2007 ha ricevuto il Premio Bruno Zevi per la storia e la critica dell’architettura.
A Lina Bo Bardi ha dedicato un saggio biografico (Yale Press, 2013) e volumi quali Lina Bo Bardi, Drawings (Princeton University Press, 2019) e Lina Bo Bardi Dibuja/Dibuxa (Fundació Joan Miró, 2019), che hanno accompagnato le retrospettive da lui curate.
Roberto Dulio è professore associato di Storia dell’architettura al Politecnico di Milano. Si occupa della cultura architettonica moderna e contemporanea e dei suoi rapporti con l’arte e la fotografia.
Francesca Molteni produce e dirige format televisivi, documentari, video e installazioni e cura mostre di design. Nel 2009 fonda a Milano MUSE Factory of Projects, una casa di produzione specializzata in contemporaneo, design e architettura. Salotto Musicale Veneziano
Venerdì 05 Novembre 2021 – 18:00 – Aula Magna
Attività ospitate
Archiivio Musicale Guido Alberto Fano, Fondazione Omizzolo Peruzzi, Fondazione Archivio Vittorio Cini
Ciclo di concerti
SALOTTO MUSICALE VENEZIANO
Luca Giovannini violoncello
Leonora Armellini pianoforte
Programma:
Franz Schubert, Sonata in la minore D 821 ”Arpeggione”
Guido Alberto Fano, Due pezzi per violoncello e pianoforte
Ottorino Respighi, Adagio con variazioni
Dmitri Shostakovic, Sonata in re minore
Biglietti (€ 7,00) acquistabili un’ora prima dell’inizio dello spettacolo nella sede del concerto
Ingresso libero per i Soci dell’Ateneo Veneto e per i Soci dell’Archivio Musicale Guido Alberto Fano
Il ciclo che prende avvio in questa occasione all’Ateneo Veneto è stato ideato dall’Archivio Fano con l’intento di valorizzare la musica strumentale italiana del Novecento.
I programmi puntano su giovani esecutori di valore, come la giovane pianista Leonora Armellini che si è appena aggiudicata il quinto posto al Concorso Pianistico internazionale Fryederyk Chopin di Varsavia.“Se Venezia vive”: incontro con Mario Isnenghi, Paolo Puppa, Giandomenico Romanelli
Domenica 07 Novembre 2021 – 11:00 – Aula Magna
Programma accademico
Gli incontri della domenica mattina
Una riflessione a partire dalla presentazione del volume
SE VENEZIA VIVE: UNA STORIA SENZA MEMORIA
di Mario Isnenghi (Venezia, Marsilio 2021)
Giandomenico Romanelli e Paolo Puppa conversano con l’autore
L’incontro della domenica mattina all’Ateneo Veneto è dedicato questa volta a una riflessione sul destino della città lagunare a partire dal libro di Mario Isnenghi “Se Venezia vive”.
Il volume dello storico mette in evidenza una visione europea e mondiale della città, in una rielaborazione critica tra memoria, letteratura e storia che assume ancora più valore oggi, quando appare quanto mai necessario un suo ripensamento.
Da qui prenderà le mosse la conversazione domenicale.
In “Se Venezia vive: una storia senza memoria” Isnenghi sostiene che la morte di Venezia è un fecondo genere letterario, ma, se usato come criterio di verità storica, diventa un veleno mortifero, una falsa coscienza, altra faccia della consuetudine tutta italiana all’autodenigrazione.
L’autore chiama in causa eventi, luoghi, personaggi tra la fine del Settecento, l’Otto e il Novecento, attraverso le imprese di idrovolanti e dirigibili, salotti animati da donne illuminate ed emancipate, stabilimenti termali e una inedita concorrenza ferroviaria con Milano, la vita di campi e associazioni, tra figure note – Riccardo Selvatico, Margherita Grassini Sarfatti, Giuseppe Volpi e Gabriele D’Annunzio, veneziano d’elezione – e meno in luce ma altrettanto decisive – da Giovanni Busetto detto Fisola, «inventore del Lido», a Giuseppe Turcato, «custode della Resistenza».Venezia 2050 D.C. … e venne l’acqua grandissima
Domenica 07 Novembre 2021 – 17:00 – Sala Lettura
Programma accademico
Inaugurazione della mostra
VENEZIA 2050 D.C. … E VENNE L’ACQUA GRANDISSIMA
Fotografie di Paolo della Corte
Saluto del presidente Gianpaolo Scarante
La mostra sarà visitabile fino al 21 novembre 2021 dal giovedì alla domenica, ore 15.00/18.00
Un gondoliere, alcuni “bottegai”, l’avvocato, l’architetta, l’oste: veneziani così resilienti da continuare a vivere in città anche quando questa sarà sommersa dall’acqua.
Uno scenario fantascientifico – ma non troppo – in cui il fotografo Paolo della Corte ha letteralmente “immerso” una ventina di personaggi particolarmente significativi per Venezia, non per fama ma per l’attività che svolgono.
Li ha fotografati mentre nuotano nell’acqua verde e livida della laguna che – con l’innalzamento del livello dei mari – finirà per sommergere la città.
“Venezia 2050 D.C. … e venne l’acqua grandissima” è la nuova tappa del progetto artistico che Paolo della Corte sta portando avanti sui “venetians”, i cittadini resilienti che continuano, nonostante tutto, ad abitare la città storica.
Sono previste visite guidate alla mostra accompagnati da Paolo della Corte ogni sabato e domenica alle 16.00
Ingresso libero.
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