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Arrivata ieri nelle casse dei Comuni trevigiani la prima tranche del finanziamento statale

1 minuti di lettura

Nella giornata di ieri è arrivata nelle casse dei Comuni trevigiani la prima tranche del finanziamento statale prevista del Decreto Rilancio.

 

“Ora vigileremo sui criteri di riparto del restante 70%”

 

Con queste parole, il presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana Mariarosa Barazza ha dato il via insieme al Gruppo Finanza Locale dell’Associazione, l’elaborazione di un documento in merito:

 

“Il Governo è stato di parola e va riconosciuto: ieri, nei tempi annunciati dal sottosegretario Achille Variati, è arrivato, nei conti correnti dei Comuni trevigiani, il 30 per cento dei 3 miliardi stanziati dallo Stato per i Comuni per far fronte alle minori entrate dovute all’emergenza Covid-19 e aiutarli a chiudere i bilanci. Vigileremo ora sui criteri di riparto del restante 70 per cento”.

 

Il Gruppo Finanza Locale del Centro studi dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana sta ora elaborando un documento da inviare alla Commissione tecnica ministeriale incaricata di individuare i criteri di riparto del restante 70% dello stanziamento.

 

Equità nella distribuzione delle risorse

 

Il presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana Mariarosa Barazza continua:

“La proposta che stiamo elaborando è volta a soddisfare il principio di “giustizia territoriale” ovvero a fare in modo che ci sia equità nella distribuzione delle risorse tra le diverse aree del Paese. Vogliamo poter dire la nostra sui criteri di riparto in modo che non vengano penalizzati i nostro enti locali, come accaduto in passato”.

 

Positivo, per l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, anche l’annuncio, da parte del Governo, di ulteriori 3 miliardi oltre ai 3,5 già stanziati per compensare le minori entrate degli enti locali.

 

A preoccupare i sindaci trevigiani però è la formulazione finale inserita nel Decreto Rilancio in cui si dice che il fondo dovrà essere ripartito sulla base degli effetti dell’emergenza Covid-19 “sui fabbisogni di spesa e sulle minori entrate, al netto delle minori spese”. È l’espressione “fabbisogni di spesa” ad aver messo in allarme i sindaci della Marca. Tanto più che nella prima stesura del decreto le “minori entrate” erano state collocate al primo posto.

 

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