Per lo “Speciale Elezioni regionali 2025”, l’intervista al vicesindaco della città lagunare che si candida al Consiglio regionale del Veneto
VENEZIA. A 35 anni, dopo un percorso accademico e professionale che lo ha portato da Padova a Bruxelles fino a Roma, Andrea Tomaello si prepara a una nuova sfida politica: la candidatura al Consiglio regionale del Veneto alle elezioni del 2025 per il partito della Lega. Attualmente vicesindaco di Venezia, ricopre da cinque anni deleghe strategiche – sport, agricoltura, porto, protezione civile, politiche europee e giovanili – e mette ora questa esperienza al servizio di una visione più ampia.
Un percorso tra istituzioni europee e governo locale
La formazione di Andrea Tomaello è articolata: laurea triennale in Scienze Politiche all’Università di Padova, magistrale in Economia a Ca’ Foscari e una seconda laurea in Giurisprudenza. Una preparazione che ha favorito l’ingresso in contesti istituzionali di rilievo, come il Parlamento europeo di Bruxelles e il Ministero della Famiglia e delle Politiche Europee a Roma.
«Questo percorso – spiega – insieme agli anni da vicesindaco, mi ha portato a scegliere di candidarmi al Consiglio regionale. Conosco da vicino le dinamiche amministrative e le potenzialità del nostro territorio.»
La candidatura nasce anche da una forte sintonia politica e personale con Alberto Stefani, che Tomaello definisce «il miglior candidato che il centrodestra potesse individuare». Un sostegno che si unisce alla volontà, dice, di «riportare la provincia di Venezia al centro delle decisioni regionali».
Secondo Tomaello, il territorio veneziano è stato spesso relegato in secondo piano: «È tempo di dare qualcosa di positivo alla nostra area, lavorando su temi che riguardano da vicino la qualità della vita e lo sviluppo futuro.»
Infrastrutture al primo posto: «Senza collegamenti forti, il Veneto non cresce»
Il cuore del programma resta quello delle infrastrutture, considerate «essenziali per lo sviluppo e la competitività del territorio». Non solo nuove opere, ma anche il potenziamento e finanziamento di quelle esistenti: porto, aeroporto, la stazione ferroviaria di Mestre e la Zona logistica semplificata di Porto Marghera.
Tra gli interventi attesi da anni, Tomaello cita la Via del Mare tra Meolo e Jesolo, la Romea commerciale, la terza corsia della A4 e il miglioramento della viabilità della Riviera del Brenta, con la possibile riapertura del casello di Roncoduro. «Sono opere fondamentali – afferma – che possono migliorare la mobilità, sostenere l’economia e alleggerire il traffico nelle aree più congestionate.»
Politiche sociali, sport e giovani
Nel programma di Tomaello trovano spazio anche le politiche sociali per gli anziani, lo sport come strumento educativo e la formazione per i giovani. «Lo sport è un veicolo di valori e inclusione, e va sostenuto con fondi adeguati. Così come è fondamentale investire nella formazione e nel lavoro per i giovani, affinché possano costruire il loro futuro qui, in Veneto», sottolinea.
Un impegno concreto: raddoppio dei fondi
Durante il suo mandato da vicesindaco, Tomaello ha promosso il raddoppio dei fondi destinati a settori chiave: associazioni sportive, protezione civile, politiche giovanili, europee e agricole, il porto e il Banco Alimentare. «Sono interventi concreti che dimostrano come l’amministrazione possa incidere positivamente sulla vita delle persone e delle comunità», afferma.
Un Veneto proiettato al futuro: innovazione, giovani e attrattività
Guardando ai prossimi dieci anni, Tomaello immagina un Veneto «innovativo, positivo e giovane». La prospettiva generazionale è centrale: «Abbiamo un candidato presidente che oggi ha 33 anni. Tra dieci anni ne avrà 43: è simbolo di un Veneto che corre, che guarda avanti.»
Il candidato punta su un ecosistema fatto di imprese dinamiche, formazione di qualità e ricerca. «Dobbiamo trattenere i giovani, offrire opportunità e rendere il Veneto un luogo dove costruire il proprio futuro.»
Una regione che dialoga con l’Europa e con il mondo, che non teme la competizione globale e che punta a essere protagonista nei processi di trasformazione economica e sociale. Una visione che si fonda su esperienze già maturate e su un programma che punta a rafforzare ciò che funziona e a innovare dove serve.
P.E.
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