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Al Pio X un progetto didattico per fare e capire l’arte con i tableaux vivants

2 minuti di lettura

Giotto come compagno di giochi in una partita amichevole fatta a colpi di pennello, ritocco, fotografia, composizione, gestualità. Questa in sintesi l’esperienza dei tableaux vivants realizzati dagli studenti della seconda e terza media del Collegio Pio X di Treviso. Si tratta di repliche di alcune scene dipinte da Giotto nella Cappella degli Scrovegni che i ragazzi hanno ri-costruito con prove molteplici di teatro in costumi, gesti e colori, per poi fissare la scena più somigliante all’originale in uno scatto fotografico.

 

Tutti gli scatti definitivi sono poi diventati uno stupendo album che affianca l’originale con il rispettivo tableau vivant e che sarà consegnato sabato sera, dopo la presentazione della mostra della Cappella degli Scrovegni, riprodotta in scala 1:4 e installata nella cappella del Collegio in una mostra aperta al pubblico.

 

La didattica dell’arte con i tableaux vivants nella scuola media ha avuto inizio al Pio X ancora nel 2016. Ogni progetto si muove ormai per step collaudati e inizia con la scelta da parte degli studenti degli affreschi da mettere in scena, poi passa alla ricerca di oggetti, materiali e costumi necessari per la messinscena, la definizione all’interno del gruppo di ruoli e mansioni (registi, truccatori, attori, comparse, attrezzisti).

Da questa fase in poi gli affreschi cominciano a rivivere in prove di scene teatrali.

 

 Il risultato è che i volti sono quelli degli studenti, più o meno travisati e che vestono e stanno in posa come Giotto ha disegnato i suoi personaggi.  Si passa quindi alle fotografie delle molteplici prove sceniche e al confronto con l’originale che sarà migliorato anche con ritocco fotografico. 

 

 

Utilizzate anche le tecniche braille per non escludere nessuno

Tutto è pronto per l’impaginazione. Di alcuni affreschi sono state realizzate anche rielaborazioni tattili per consentire ai non-vedenti di vedere con le mani.

 

“Questo progetto didattico”, ha commentato il preside prof. Simone Ferraro, “ha lo scopo di attivare nei ragazzi molteplici competenze, in particolare la capacità di risolvere problemi. Infatti, conoscono l’opera d’arte dall’interno, giocano con l’artista per indovinare le sue prossime mosse, e arrivano a conoscere l’opera d’arte dal come essa viene realizzata, perché si immedesimano con le diverse figure e interpretano dal vivo il segreto racchiuso in ogni postura. I ragazzi quest’anno hanno avuto anche la grande soddisfazione di presentare i loro tableaux sugli affreschi di Giotto in contemporanea con la installazione nella cappella del collegio della riproduzione in scala della Cappella degli Scrovegni”.

 

  

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