Dopo l’episodio che ha coinvolto don Daniele Lottari, il Coordinamento Docenti di Diritti Umani richiama scuola, famiglia e istituzioni a un’azione educativa condivisa per tutelare i minori e promuovere la cultura della legalità
STRADELLA (PV) – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per quanto accaduto presso l’oratorio di Stradella (Pavia), dove don Daniele Lottari è stato aggredito da un gruppo di minori davanti a bambini e famiglie. Quello che avrebbe dovuto essere un momento di festa si è trasformato in paura, lasciando un segno profondo nella comunità e richiamando l’attenzione sulla fragilità dei ragazzi e sulla necessità di un’educazione attenta e responsabile.
Dal punto di vista giuridico, si tratta di violenza privata, lesioni personali e minacce (artt. 582, 594 e 612 c.p.), situazioni che richiedono l’intervento coordinato delle autorità competenti, nel rispetto delle norme sulla responsabilità dei minorenni (Legge n. 287/1981, D.Lgs. 272/1989), che prevedono misure preventive, di tutela e rieducative.
L’aspetto psicologico evidenzia dinamiche tipiche dell’adolescenza: impulsività, difficoltà nella gestione delle emozioni e forte bisogno di riconoscimento. L’azione collettiva ha amplificato queste fragilità, creando un effetto di branco che ha ridotto la percezione della responsabilità individuale e favorito comportamenti aggressivi.
In questo scenario, la scuola gioca un ruolo centrale. Non si tratta solo di reagire agli episodi, ma di costruire spazi in cui i ragazzi possano crescere comprendendo le conseguenze delle proprie azioni. Attraverso percorsi di educazione ai Diritti Umani, sviluppo delle competenze socio-emotive, gestione dei conflitti e promozione dell’empatia, la scuola diventa un luogo di formazione alla responsabilità e alla convivenza civile.
È altrettanto importante garantire supporto psicologico a chi ha subito l’aggressione e a chi ne è stato testimone, prevenendo traumi duraturi e favorendo la resilienza personale. Insieme alla famiglia e alla comunità locale, la scuola può trasformare la fragilità adolescenziale in un’opportunità di crescita e consapevolezza.
L’approccio educativo deve combinare responsabilizzazione e rieducazione, tutelando tutti i soggetti coinvolti e rispettando i principi costituzionali (art. 30 Cost.) e internazionali (Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, artt. 19 e 29). Solo così si promuove una cultura di legalità, rispetto e partecipazione attiva.
Il CNDDU condanna ogni forma di violenza e ricorda che la sola repressione non basta. La dignità dei minori, la tutela dei Diritti Umani e la responsabilità educativa devono guidare ogni intervento, prevenendo il ripetersi di episodi simili e costruendo comunità più sicure.
Si conferma il pieno sostegno a don Daniele Lottari, ai bambini e alle famiglie coinvolte, ribadendo l’impegno a diffondere una cultura dei Diritti Umani, della responsabilità e della convivenza civile, con la scuola come fulcro della crescita dei cittadini di domani.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
