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Addio Totò Schillaci

4 minuti di lettura

È morto all’età di 59 anni il calciatore simbolo di Italia ’90 e di quelle “notti Magiche”. Addio Salvatore Totò Schillaci

“Forse non sarà una canzone a cambiare le regole del gioco ma voglia viverla così questa avventura, senza frontiere e con il cuore in gola“

Da quel meraviglioso 1990 c’è una canzone che più di tutte ci rende orgogliosi di essere italiani. Risuona tuttora in ogni palazzetto e stadio quando si tratta di Nazionale, riprodotta più volte anche durante queste ultime Olimpiadi di Parigi. Ogni volta che la sentiamo partono i brividi a fior di pelle, l’occhio diventa un po’ lucido e automaticamente il pensiero va a quell’estate italiana, passata a inseguire un gol e il sogno di diventare Campioni del Mondo come 8 anni prima in Spagna.

Di default ci tornano alla mente quegli occhi spiritati, quel salto di gioia, la delusione post Argentina di Maradona nella sua Napoli. Immagini scolpite nella memoria non solo di chi quegli attimi li ha vissuti, con le bandiere per strada, i caroselli di macchine che suonavano all’impazzata e la gioia di esser testimoni di un evento storico. Il Mondiale in Italia e la leggendaria Nazionale dei ‘novellini’ Totò Schillaci e Roberto Baggio è un qualcosa che è rimasto nei ricordi anche di chi non li ha vissuti direttamente.

Anni diversi, forse più semplici e di certo meno tecnologici. Quel Mondiale doveva essere la consacrazione dell’Olanda dei milanisti Gullit, Van Basten e Rijkaard, vincitori dell’Europeo 2 anni prima. C’era l’Argentina guidata dal napoletano Maradona, la Germania finalmente riunita in un solo Paese con gli interisti Matthaus e Brehme.

E poi c’era l’Italia, la Nazionale padrona di casa. Davanti avevamo i gemelli del gol Vialli e Mancini, Aldo Serena e Andrea Carnevale, un giovanissimo Roby Baggio e infine lui, Salvatore Schillaci, l’ultima scelta dopo una prima stagione clamorosa nella Juventus con 15 gol in 30 presenze e la conquista di una Coppa Italia e Coppa UEFA.

Totò Schillaci e le Notti Magiche

Totò Schillaci era una riserva, dietro a fior fiore di campioni. Palermitano, classe 1964, un’infanzia passata a giocare a calcio per strada inseguendo il sogno di diventare un calciatore e non far la fine di molti suoi amici, cresciuti in un quartiere tra i più difficili d’Italia.

Inizia la carriera con il Messina, prima con Scoglio e poi con Zeman. In sette stagioni porta la sua squadra alla doppia promozione dalla C2 alla B grazie a 61 gol in 219 presenze. Nel 1989 lo acquista un po’ a sorpresa la Juventus. Ne segue una stagione incredibile per un esordiente in Serie A. Il CT Azeglio Vicini decide all’ultimo di convocarlo per il Mondiale, sarà la riserva di Carnevale, attaccante del Napoli di Maradona.

Il suo Mondiale comincia ufficialmente il 9 giugno al minuto 78 di Italia- Austria. Nella partita d’esordio il risultato è bloccato sullo 0-0. Entra così in campo l’eroe che meno ti aspetti. Passano 4 minuti. Gianluca Vialli pennella il pallone perfetto, Schillaci colpisce di testa. Gol.

Iniziano ufficialmente le Notti Magiche.

Il palermitano non si ferma più, in coppia con Baggio (inizialmente contestato perché appena passato dalla Fiorentina alla Juventus) guidano l’Italia e tutto il Paese sempre più avanti nel Mondiale. Gol alla Cecoslovacchia, si va agli ottavi con l’Uruguay e segna ancora. Ai quarti l’Irlanda fa la stessa fine, sul taccuino dell’arbitro alla voce marcatori il nome è sempre quello: Schillaci.

Totò è l’idolo delle folle, unisce tutta Italia. Quegli occhi spiritati, la timidezza nelle interviste, quella “voglia di vincere” lo rendono la star assoluta, il condottiero perfetto per un’impresa storica.

Da Roma ci si sposta a Napoli. L’avversario è il più temibile e, incredibile ma vero, a giocare in casa sono proprio gli argentini guidati da Maradona, l’idolo partenopeo. Il siciliano segna a metà primo tempo. Gli risponde Caniggia nel secondo. Supplementari e rigori. Vincono loro. Il sogno italiano si spezza sul più bello.

Finale per il terzo posto con l’Inghilterra. Ormai non interessa più a nessuno ma Schillaci segna ancora su rigore a quattro minuti dalla fine. Sei gol totali, capocannoniere e premiato anche come miglior giocatore del Mondiale. Arriva secondo nella classifica del Pallone d’Oro dietro a Lothar Matthaus, vincitore del torneo.

La carriera post Mondiale

La Juventus compra prima Roberto Baggio e poi Vialli. Schillaci gioca meno, ha perso quella scintilla Mondiale. Passa nel 1992/93 all’Inter, dove rimarrà meno di due anni. Tanti infortuni e solo 11 gol in 30 presenze. Decide allora di fare una scelta diversa, è il primo italiano ad andare a giocare in Giappone, nel Jubilo Iwata.

Finisce anche la sua avventura in Nazionale con 7 gol in 16 partite.

Inizia per lui una seconda vita. Prima consigliere comunale, poi ospite in reality come l’Isola dei famosi e recentemente in Back to School. Presenza fissa a Quelli che il calcio. Qualche comparsata in film e serie tv. Nel 2023, dopo la seconda operazione per il tumore al Colon, partecipa con la moglie a Pechino Express. Ad ogni apparizione rimane sempre e comunque un eroe nazionale, l’emblema di un’estate italiana.

Nelle ultime settimane la notizia del suo ricovero in Ospedale. Questa volta Totò non ce l’ha fatta. Ma rimarrà sempre nei cuori di tutti. Ogni qualvolta le note della canzone di Edoardo Bennato e Gianna Nannini risuoneranno nelle nostre orecchie, automaticamente vedremo il suo sguardo spiritato, le sue esultanze, la sua voglia di riscatto.

E sarà proprio questo suo esser simbolo d’Italianità e passione che lo renderà immortale nei nostri ricordi.

In sua memoria verrà osservato un minuto di raccoglimento prima delle gare di tutti i campionati in programma da oggi a tutto il fine settimana.

Photo Credits: FIGC.it

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Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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