Mister Zanetti è cristallino: “Un sogno essere arrivati qui, adesso ci attende il secondo atto che è la partita della vita”
90 minuti che sembra non arrivino più, con il vantaggio psicologico e non solo di essere stati corsari a Cittadella e quel goal che vale quantomeno autostima e immediato vantaggio. Da governare sapendo di essere artefici del proprio destino.
Da quel 14 dicembre 1907 che il pantheon della memoria ora fa brillare piacevolmente sul Canal grande e ci riporta riavvolgendo il nastro alla trattoria “Da Nane”, in Corte dell’Orso, gomito a gomito con Campo San Bartolomeo. Il primo vagito.
E negli anni ’40 le mani sulla Coppa Italia vinta contro la Roma con la casacca indossata dai celeberrimi Loik e Valentino Mazzola, che fecero poi la fortuna del grande Torino, fino ad essere tragicamente fermati a Superga quel maledetto poneriggio di maggio del 1949.
Un saliscendi di categorie che caracollano fino alla carezza alla serie A del 93-94 con un quarto posto millimetrico per una squalifica.
Ma la gondola giusta arriva nel 97 con Monzon Novellino che piazza il campionato della vita. È serie A. E poi Maniero e Recoba gente e scarpini che non si dimenticano.
Oggi l’appuntamento con la storia è fissato in un giorno di fine maggio dopo le 21,00, forse un filino tardi. Farà caldo c’è da scommetterci.
Dal Penzo alla provincia fino a Rialto, dal Ghetto a Dorsoduro alla Giudecca, e poi al Castello e dentro il salotto del mondo di Piazza San Marco, omettendo il resto che non basterebbero 10 pagine il brivido volerà intenso con tanta voglia di arrivare in alto, in cima.
Instacult di Mauro Lama
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