Restituire non vuol dire altro che riconsegnare, riportare, ristabilire e ripristinare una linea retta dove tutto si ricongiunge
L’Amministrazione Comunale di Zero Branco e l’Unità Pastorale Zerotina in concomitanza dell’appuntamento con la 40esima Sagra dell’Assunta patrona di Zero Branco, hanno celebrato questa splendida iniziativa mercoledì 14 agosto 2024 alle ore 18.00, presso la Chiesa Parrocchiale Santa Maria Assunta di Zero Branco, con la partecipazione del prof. Eugenio Manzato storico d’arte e Roberto Durighetto, docente di lettere che, giovedì 15 agosto in due visite guidate alle 11.00 e alle 17.00, ha deliziato gli appassionati astanti per l’accurata divulgazione riguardante non solo i due capolavori restituiti, bensì di tutte le opere di alto lignaggio presenti nella chiesa, suscitando non poca emozione e stupore.
Dopo un lungo restauro, iniziato anni or sono, curato dall’amministrazione e da tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato a questo lavoro, oggi possiamo affermare che la bellezza ancora una volta riesce ad entrare nelle nostre vite e lo fa attraverso la chiesa, che con animo lungimirante e generoso dona questo patrimonio a tutta la sua comunità, partendo dal passato per ingentilire il presente, rimirando la porta del futuro.
Un dono per per tutti, fruibile in diversi modi, semplicemente ammirando d’istinto l’opera per farsi trasportare o documentarsi nello specifico per poter trarre emozioni profonde, l’accostamento all’arte è molte volte personale, là dove gioca la sensibilità e l’emozione, la volontà di sapersi far cogliere.
Il primo capolavoro restituito, “San Pietro“, di Cosroe Dusi del 1839, opera oggetto di un accurato restauro a cura di Giuseppe Maria Dinetto, raffigura San Pietro con l’indice puntato verso l’Alto, accettando il martirio e testimoniando l’ispirazione divina delle sue lettere e l’efficacia salvifica della parola di Dio che da sempre lo ha ispirato e guidato. Il dipinto, restituito agli antichi splendori emana effetti cangianti ed un intenso quanto efficace gioco di chiaroscuri, caratterizzato sicuramente da quell’ombra incombente ma vieppiù da quell’improvviso squarcio azzurro nel cielo che dona all’opera una “sorpresa cromatica“ davvero emozionante, che riesce a delineare vivacemente l’intera composizione.

Il secondo capolavoro restituito “La Madonna del Carmelo e i Santi Antonio da Padova e Ignazio di Loyola”, di Gregorio Lazzarini del 1696, oggetto anch’esso di un accurato restauro ad opera di Giuseppe Maria Dinetto, si presenta immediatamente restituito a tutto quello che il preziosismo cangiante può regalare ad un opera d’arte, adornata da una composizione dai toni vivaci. La pala, raffigura la Vergine in Gloria con Gesù Bambino proprio nell’atto di porgere a Sant’Ignazio di Loyola lo scapolare che, proprio secondo la devozione, sottraeva chiunque l’avesse indossato dalle infinite e struggenti pene dell’inferno, la Santa Vergine e il piccolo Gesù sono accompagnati in questa splendida opera da Sant’ Antonio da Padova.
Le commissioni dei due dipinti sono da attribuire alla famiglia Dente, proprietaria di Villa Guidini e al ragionier Pietro Sola, veneziano di origine, già proprietario di una casa padronale con oratorio a Zero Branco.
Instacult di Mauro Lama

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