Quando leggenda e musica diventano contemporanei e candidati a ben otto premi Oscar
Robert Allen Zimmerman che arriva ad essere Dylan, sembra in onore di Dylan Thomas il suo poeta preferito e approda nel Greenwich, siamo agli albori del1961, con tanti sogni e un futuro da suonare e vivere. “A Complete Unknown“ racconta la storia di Bob Dylan interpretato da un ispiratissimo Timothée Chalamet.
L’attesa quanto mai palpabile per il biopic musicale di Mangold non rimane irrisolta bensì plana oltre, dall’arrivo a New York del diciannovenne dal Minnesota, fino alla sua epica svolta elettrica al festival di musica folk di Newport, tra lazzi e amori.
La libertà e il sentimento delle due donne della sua vita imprigionano di bellezza la pellicola, forse un tantino dilungata, 2 0re e 10 minuti, impreziosendo un periodo storico attraverso outfit e masterpiece musicali, ora divenuti memorabilie. Gli ingredienti, sapientemente mescolati ci sono tutti e portano sempre al Greenwich Village dove Bob diventa un fenomeno di cultura fino alla svolta elettronica musicale. Discussa quanto basta ed elettrizzante.
Certamente il film vive di musica, ma arride al carisma e alla potenza quando prende quota e diventa un biopic diverso ed integro, lontano dal mainstream.
La rivoluzione attraverso il talento musicale che diventa il più grande manifesto creativo, ligio al dovere del successo che la storia poi decreterà, ma come abbiamo sempre avuto modo di vedere è l’abbigliamento con i capi iconici a sottolineare gusto e personalità.
E in questo Bob, con i suoi inconfondibili denim, le cinture con la lettera D, autentico marchio di fabbrica e le giacche leggere ancora oggi adorate dai giovanissimi ne è certamente maestro.
Ma è forse proprio questa indelebile modernità la vera forza comunicativa di Bob Dylan, che dagli anni 60 arriva sino ad oggi intonsa e inossidabile.
A Complete Unknown
Photo credit by Wikipedia
Intravisti per voi di Mauro Lama
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