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Pasquetta,la griglia,la coda.

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Sulla A4,sulla A8,sulla A13,sulla A26, sulla A12, sulla A11.E non stiamo dispensando numeri e lettere a random come se piovesse.Sono, dando uno sguardo in tempo reale ad Autostrade per l’Italia le arterie con diverse situazioni critiche stamane in Italia.Pasquetta è il giorno della gita fuoriporta,dei picnic e delle famigerate griglie, dove guai a togliere lo scettro al re della consolle, colui che sceglie il quarto di maiale da ridurre in costine, lo irrora e lo cuoce,lo gira e lo rigira fino rivestirlo di carbonella, quasi come fosse un tight,ma per lui è solo ben cotto.

E per evitare il codazzo ci teniamo lontani dalle autostrade scegliendo,strade provinciali, vicoli e tratti desueti,ma niente da fare la coda incombe e regna sovrana, autentica icona della giornata,compagna di viaggio immarcescibile,che sceglie di essere con te come alla sera della prima della Scala anche se non invitata.

E allora tra sbuffi, start and stop e musica a palla decidiamo di fermarci nel primo tratto di prato,desistendo dall’agognata meta che appare oramai un miraggio, anche se qui arriviamo primi ma ci ritroviamo in tanti, tutti in preda ad un pensiero unico, stavo meglio a casa!

Ma non è la giornata del FAI e il luogo è incline sì al verde ma in un men che meno di un tot esaurisce, evapora.Dopo aver assaporato i fumi di altre griglie molto improvvisate un pensiero ci assale: “l’esodo inverso”di chi ritorna a casa e con un piccolo summit coinvolgendo un amico da casa via zoom pianifichiamo il rientro che prevede due strategie.O la fuga improvvisa verso il mesto ritorno nel primo pomeriggio quando il caffè dimora ancora beffardo tra le papille gustative o il rientro in nottata, quando si presume siano tutti a casina che tanto c’è Porro, il posticipo di serie A e un gran bel pezzo di colomba con l’uovo di cioccolata rigorosamente fondente.

Mettiamo tutto ai voti, sperando che non si vada al ballottaggio fra due settimane.Con lo sguardo fiero e il pensiero di tornare alla vita normale da domani, con le nostre code si,ma al panificio,al supermercato,all’ufficio postale.

Zero Biscuit di Mauro Lama

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Giornalista pubblicista, cura personalmente rubriche di arte e cinema.
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