Italian flag
L'angolo del FarmacistaSaluteSlide-main

Superfood: la Salvia Officinalis

2 minuti di lettura

Oggi vi presento la Salvia Officinalis L.

È una specie che fa parte della famiglia delle Laminaceae e a sua volta si suddivide in cinque sottospecie, tutte endemiche del bacino del Mediterraneo.

La droga è rappresentata dalle foglie e tracce storiche del suo impiego terapeutico si ritrovano in scritti attribuiti a Ippocrate (IV sec. a.C.), Dioscoride (I sec. d.C.), Paracelso (XVI sec.) e altri fino a epoche recenti, e tutti concordavano sulle sue proprietà diuretiche piuttosto che emostatiche o ancora afrodisiache.

La nostra salvia entrò di buon diritto a far parte dei rimedi tradizionali della medicina ayurvedica, di cui tutt’ora rimane un esponente importante.

Oggi l’uso della Salvia, quale componente di integratori alimentari, è approvato per il trattamento sintomatico della dispepsia ˗ con particolare riferimento a gonfiore e acidità di stomaco ˗, dell’ipersudorazione, dei disturbi legati alla menopausa, e come tonico per contrastare stanchezza fisica e mentale.

Per via topica, se ne consiglia l’applicazione come anti infiammatorio della mucosa orale, della gola e della cute.

In cosmetica, la troviamo come componente di detergenti per il cuoio capelluto e per la pelle, in virtù delle sue proprietà normalizzanti e purificanti della cute grassa, e di dentifrici, dove funge da sbiancante e disinfettante.

Quello che risulta interessante è lo studio che se ne sta facendo negli ultimi anni relativamente alle sue proprietà come neuroprotettore. In particolare facciamo riferimento all’acido carnosico quale principio attivo dotato di attività neuroprotettrice, come dimostrato da test sia in vitro che in vivo su modello animale. L’acido carnosico ha dimostrato di essere efficace nel migliorare il deficit cognitivo e motorio indotto nelle cavie.

L’olio essenziale di Salvia lavandulaefolia ˗ una specie priva di tujone, componente a cui si devono gli effetti neurotossici relativi all’uso delle altre specie e a causa del quale gli estratti di salvia non vanno somministrati a bambini, donne in gravidanza e pazienti affetti da epilessia o altri disturbi neurologici ˗ è stato somministrato per sei settimane anche a un gruppo pilota di pazienti affetti da malattia di Alzheimer, evidenziando un miglioramento di tutti i parametri comportamentali la cui alterazione è riconducibile alla patologia.

Estratti di Salvia officinalis sono stati testati su gruppi di volontari sani sottoposti a condizioni di stress fisico e/o mentale e a un gruppo di anziani sani, allo scopo di valutarne il miglioramento delle perfomances cognitive: in entrambi i casi i risultati sono stati incoraggianti.

Tutto questo ci indica che in un futuro non molto lontano l’uso terapeutico della salvia potrà verosimilmente essere esteso al campo della neuroprotezione e del trattamento del decadimento cognitivo.

Come dico sempre, la natura è dalla nostra parte; siamo noi che quasi mai siamo dalla sua.

Dottoressa Claudia Cocuzza

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
CiboSlide-mainVenezia

A Venezia i cuochi di "Tocia! Cucina e Comunità" entrano nella cucina di Sestante – Osteria di Mare

2 minuti di lettura
Una nuova fase per l’osteria veneziana Sestante: fino al 15 dicembre si trasforma in un’osteria contemporanea dove la qualità della proposta gastronomica…
ItaliaSlide-mainSport

Le Azzurre contro gli Usa

1 minuti di lettura
Scelta la formazione che questa sera affronterà gli Usa nella seconda sfida americana delle WXV Global Series 2026 NASHVILLE (USA) – Dopo…
ItaliaSantiSlide-main

Sant’Antonio Maria Claret

5 minuti di lettura
Sant’Antonio Maria Claret nacque nel 1807 a Sallent, piccolo paese della Catalogna presso Barcellona, in una famiglia numerosa e profondamente cristiana. Fin…