Come oggi 427 anni fa, il 31 maggio 1594 Jacopo Robusti detto il Tintoretto, figlio di un tintore di panni da cui il soprannome scompare a Venezia, dove era nato.
Talento innato, capriccioso e tenace, il Rinascimento lo incarna come uno dei suoi più grandi interpreti, nella fattispecie esponente di spicco del manierismo.
Energico nella sua pittura, proprio per questo soprannominato “il furioso” ma anche “terribile” e qui il Vasari conio’ il termine da par suo.
Prospettiva e luce lo fecero precursore dell’arte barocca.
In età adolescenziale varco’ la bottega di Tiziano Vecellio ma durò 10 giorni, si narra per divergenze artistiche e lo spirito libero e ribelle del Tintoretto.
Poi l’ascesa studiando in maniera autoctona senza lesinare fatiche, dipinge per la Chiesa della Madonna dell’Orto ed è ingaggiato per la Scuola Grande di San Marco e nel 1564 è la volta della Scuola Grande di San Rocco.
Poi innumerevoli dipinti anche per privati, governo e la decorazione di una parete della Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale,ma qui siamo quasi al tramonto, il genio veloce, visionario e acceso di autentica maestria muore il 31 maggio 1594 e viene sepolto nella chiesa della Madonna dell’orto, proprio vicino a sua figlia Marietta.
Instacult di Mauro Lama
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