Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo intervento a firma di Luigi Giovannini sullo scenario italiano in materia di cybersicurezza
È stato recentemente annunciato che verrà istituita l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che dovrà tutelare i computer e qualsiasi altro strumento tecnologico dei ministeri e della pubblica amministrazione connessi alla rete: i dati di circa 200 enti pubblici si trasferiranno così in un unico cloud a prova di incursioni.
Pur con tutti i problemi che dovranno essere ancora affrontati, questo passo del governo Draghi ci porta sicuramente fuori dal medioevo gestionale e per la sua rilevanza si allinea ad altre iniziative politiche strategicamente particolari.
E mi riferisco in primis alla nostra adesione all’euro pervicacemente voluta da Ciampi e Prodi in anni ormai lontani, per poi passare alla più recente battaglia in sede europea dove l’ex presidente del Consiglio Antonio Conte iniziò un durissimo confronto in forte minoranza, ma alla fine le sue tesi prevalsero.
Senza la sua vincente azione, i cittadini italiani e il governo Draghi non potrebbero oggi contare sulle indispensabili risorse economiche europee, e le polemiche che hanno successivamente travolto il suo governo sono espressioni di puro potere, volute da chi dal medioevo non intende farci uscire.
Berlusconi e Salvini hanno naturalmente colto questa inaspettata opportunità governativa, e proprio Salvini sembra raccogliere i frutti migliori grazie comunicazioni frequenti, ma spesso solo rumorose e contraddittorie.
Affidandoci invece alla chiarezza dei dati, vediamo che all’8 giugno scorso i morti covid in Italia erano purtroppo 126.690 di cui 33.686 in Lombardia: è il 26,45% della mortalità italiana, mentre altre Regioni (Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto), pur pesantemente coinvolte in questo tsunami sanitario sono riuscite meritoriamente a registrare un 10,43%, 9,20% e 9,14%.
Questi risultati della salviniana Lombardia – che aveva smantellato l’organizzazione sanitaria territoriale e, contrariamente alle indicazioni del ministro Speranza, nell’era covid ha disastrosamente anteposto gli interessi economici alla salute dei cittadini – segnano definitivamente la qualità dell’azione politica regionale che, risultati alla mano, del medioevo è un concreto emblema.
Luigi Giovannini
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