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CNA Treviso. Già oltre 300 iscritti all’iniziativa di questa sera sul Superbonus 110%

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Già oltre 300 iscritti all’iniziativa di questa sera organizzata da CNA e Camera di Commercio su “Superbonus 110%: norme e istruzioni per l’uso”

Superbonus 110%, Panazzolo: «Interesse altissimo, il territorio ha voglia di ripartire»

 

Sono già oltre 300 gli iscritti, tra partecipanti in presenza e soprattutto on-line, all’iniziativa “Superbonus 110%: norme e istruzioni per l’uso”: non solo artigiani del comparto casa, ma anche i professionisti del settore, come architetti, ingegneri, geometri, e tantissimi privati, a testimonianza che l’aspettativa è molto alta e la voglia di partire è tanta.

 

Dopo la recente pubblicazione dei decreti attuativi su requisiti tecnici e asseverazioni del superbonus, misura prevista – lo ricordiamo – dal decreto rilancio convertito poi in legge il 16 luglio scorso, e in attesa dell’emanazione della circolare dell’Agenzia delle Entrate (che però ha già pubblicato le Linee Guida), CNA Treviso, con il sostegno della Camera di Commercio, ha organizzato un’iniziativa per illustrare in dettaglio la disciplina normativa, gli aspetti tecnici, i requisiti e gli adempimenti fiscali nonché gli attori protagonisti, che si terrà domani mercoledì 5 agosto 2020, alle 20.30, in doppia modalità in presenza e on-line, in modo da poter rispettare le norme sul distanziamento sociale.

 

Per fare chiarezza su tutti gli aspetti che riguardano l’incentivo, interverranno come relatori: Sisto Bravo, fiscalista CNA, Francesco Marinelli, ingegnere, presidente EcoAction ed esperto in economia verde e circolare, e Claudio Alessandrini, direttore generale CentroMarca Banca, introdotti dal direttore territoriale di CNA Treviso Mattia Panazzolo.

 

«Non ci stupisce l’altissimo numero di adesioni, nonostante siamo in agosto – commenta Mattia Panazzolo -. Il nostro territorio ha voglia di ripartire e lasciarsi alle spalle il prima possibile l’incubo del Coronavirus. Tutti i soggetti coinvolti – privati, aziende, banche, progettisti e asseveratori, e le stesse associazioni di categoria che, attraverso l’informazione e la formazione, favoriscono la conoscenza di questa opportunità – chiedono allo Stato soltanto una cosa: che ci metta alla svelta nelle condizioni di poter partire. Il superbonus è un’ottima risposta alla recessione economica in corso: il 74% degli italiani sono proprietari dell’immobile nel quali vivono, pertanto favorendo gli investimenti in efficienza energetica si possono valorizzare le abitazioni, diminuire i consumi, ridurre l’inquinamento e creare lavoro. Serve però che l’ultimo chilometro, con l’emanazione della circolare dell’Agenzia delle Entrate, venga percorso in fretta. Ci sono ancora dei punti importanti da chiarire e abbiamo già visto troppi mesi passare dall’annuncio dei provvedimenti alla loro effettiva utilizzabilità. Se vogliamo superare questa grave emergenza economica occorre che i tempi delle decisioni pubbliche e della burocrazia vengano drasticamente ridotti».

 

I punti su cui CNA chiede venga fatta chiarezza sono in particolare due. In merito alla cessione del credito, quanto velocemente tale credito verrà messo a disposizione del contribuente? Ogni giorno in più si tramuterà in costi finanziari evitabili che le imprese, soprattutto quelle piccole, non possono sostenere. L’altro punto riguarda i tempi di realizzazione dei lavori: la normativa prevede che vengano conclusi (non avviati!) entro il 2021: è un lasso di tempo troppo stretto per poter terminare gli interventi più impegnativi come certe ristrutturazione edilizie o anche si pensi solo agli interventi sui condomini, che richiedono l’accordo tra i condòmini.

 

«Lo Stato si prende i suoi tempi e a noi cittadini chiede sempre tempi stretti – conclude Panazzolo -. È comprensibile che i tempi di una democrazia siano spesso lunghi, non è accettabile che i tempi si allunghino per una burocrazia mastodontica e inutile. Affinché il superbonus diventi quella opportunità di rilancio della nostra economia i termini per la conclusione dei lavori vanno certamente allungati dopo l’attuale scadenza del 31.12.2021. Del resto tale misura si sposa perfettamente con gli obiettivi dei nuovi fondi europei per il rilancio dell’economia Next Generation Eu».

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