Tante sono le difficoltà ed i disservizi causati dall’emergenza coronavirus. Ora al momento della riapertura se pur parziale, vengono a galla e minano lo scorrere della nostra vita.
Alla ripresa delle attività produttive e della riapertura di molte attività commerciali ed artigianali ci siamo accorti ad esempi che molte di loro non hanno più riaperto. Attività che eravamo abituati a frequentare e che facevano pare della nostra vita quotidiana.
Piccoli bar nei qual magari incontravamo amici, ristorantini dove il proprietario ci coccolava, magari il barbiere con il quale parlavamo di sport. Ma non solo piccole attività, anche tra le grandi ci sono vittime illustri come l’Harry’s Bar, che non riapre, e la nota pizzeria “Ai Molini” di Mirano tra le migliori pizzerie d’Italia. Non riapre, il titolare Paolo Feltrin ha detto “ E’ impossibile, dovrei passare dai 200 posti a soli 70”.
Per non parlare delle dolenti note del trasporto pubblico che a causa delle distanze da rispettare tra i passeggeri sta subendo rallentamenti e obbliga a lunghe attese sui pontili tanto che la giunta ha dovuto trovare un accordo con i servizi privati per tariffe agevolate nel trasporto di privati nella città antica.
Gravi difficoltà anche per recarsi all’ospedale. Provate ad andare all’Angelo, vi imbatterete in una lunga coda all’esterno necessaria per entrare a visitare un parente o per fare visite od esami.
Ma la parte più dolente e più tragica è rappresentata dalle moltissime famiglie ridotte in miseria, senza stipendio o lavoro, costrette a vivere nell’incertezza del domani e con la cassa integrazione, non per tutti purtroppo, che, ancora per moltissimi, è un oggetto misterioso irraggiungibile, un fantasma.
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