Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita.
La Filanda di Campocroce
– Dopo avere esplorato ed illustrato tutta l’area del Centro Storico di Mogliano ed analizzato i Monumenti base della sua storia, mi piace aprire la rassegna di successi, tutti encomiabili, di alcune aziende e relativi proprietari che sul finire del secolo scorso rappresentarono per Mogliano ed i Moglianesi delle vere opportunità di lavoro soprattutto per i giovani e le donne che venivano impiegate a lavorarvi. Esse hanno lasciato un segno positivo nella storia di
Mogliano e la chiusura delle loro attività è stata a lungo rimpianta dai Moglianesi.

La Filanda di Campocroce – Industrie Bacologiche e Seriche Venete
La Filanda Motta come Industrie Bacologiche e Seriche Venete, venne costruita a Campocroce, Frazione di Mogliano Veneto, in via della Chiesa, quasi attaccata al piccolo centro e non tanto distante dalla strada che da Mogliano va verso Zero Branco. La sua attività comincia verso la metà dell’800 nelle verdeggianti e sterminate campagne venete tra le province di Treviso e di Venezia. Per oltre settant’anni i suoi enormi finestroni, i pavimenti di cotto veneto e l’importante ciminiera videro alternarsi decine
di filandiere esperte di ogni età che ricavavano dai bozzoli prezioso materiale serico e lo mettevano disposizione delle industrie manifatturiere nazionali ed estere.
A parte gli operai addetti alla manutenzione delle macchine ed agli autisti per il trasporto della produzione, venivano impiegate maggiormente delle donne per la produzione e la confezione del filato.
La Filanda chiuse definitivamente la sua attività nel 2° dopoguerra.
Durante la sua attività produttiva dava lavoro a centinaia di cittadini moglianesi e non solo che potevano vantare l’appartenenza ad una delle più grosse aziende produttive di materia prima dell’intero Nord Est.
Terminata la sua attività produttiva, ha attraversato un lungo periodo di stasi durante il quale è rimasta come luogo di esposizione delle sue attrezzature e macchinari mantenuti in buono stato, ma non più in grado di lavorare e di produrre. Durante questo lasso di tempo è stata visitata da migliaia di ammiratori della storia tecnologica del lavoro industriale iniziato in Italia già in epoca precedente alla prima guerra mondiale.
Dopo accurato e scrupoloso esame riguardo all’utilizzo dell’intero manufatto e degli spazi occupati dalla vecchia Filanda, alla fine del secolo scorso è stata oggetto di un attento recupero archeologico – industriale che ha saputo valorizzare i suoi spazi convertendola in un centro moderno di sevizi di grande duttilità ed eleganza.
Dopo un complesso lavoro di adattamento e di parziale ristrutturazione, nell’attraente cornice aulica della campagna veneta si concentrano oggi laboratori artistici, studi creativi e consulenti di diversi settori dell’artigianato e della cultura che esercitano abilmente le loro professioni.
Il complesso architettonico e gli ampi spazi esterni sono anche il luogo ideale dove immaginare, allestire e celebrare eventi sociali, istituzionali, di moda e di cultura in genere con ampi spazi a disposizione all’esterno avvolti da altissimi e secolari alberi sempre verdi ed all’interno opportunamente arredati.
All’interno offre anche al 1° piano un ampio salone di 300 mq oltre a numerose sale di diverse metrature per riunioni di lavoro, seminari e corsi di aggiornamento oltre che per la celebrazione di eventi di ogni genere.
E’ praticamente una superba ed elegante realtà architettonica, che ha iniziato la sua attività come industria e continua a svolgere il suo importante ruolo di sede di eventi di grande rilievo culturale, artistico ed anche mondano che non fanno rimpiangere la vecchia benemerita Filanda!
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