La grande tentazione è diventare borghesi.
La parola borghese si rifà al cittadino, abitante della città o del borgo. I rivoluzionari francesi così pretendevano chiamarsi cittadine e cittadini. Nel passato rappresentavano classi di artigiani e commercianti, ma anche intellettuali e professionisti. Anche le rivoluzioni popolari erano innescate e guidate da borghesi, ma loro pretendevano di chiamarsi compagni o camerati.
Nei secoli andati, i borghesi erano un popolo intermedio tra chi le mani si sporca, operai e contadini, e i nobili che non facevano nulla se non guerreggiare e divertirsi. Il borghese era ed è una persona che vive del suo lavoro, si costruisce nel tempo un patrimonio che gli consente un benessere e un soddisfacente consumismo.
Ma non conta e vuole avere un ruolo di leadership. Si serve così della cultura e dell’intelligenza per sottrarre alla nobiltà, che considera inutile e parassita, il gusto del comando. Attiva le masse, promuove le rivoluzioni, scardina il sistema per arrivare a un cambiamento rapido e a volte catastrofico. In poche parole si inventa la rivoluzione e con arido cinismo illude le masse, che hanno le mani sporche e callose, di poter accedere al potere e diventare come loro. Borghesi.
Ma se tutti diventassero borghesi, a chi toccherebbe il lavoro? Sogniamo un mondo abitato da borghesi, benestanti e colti, che si avvalgono dei robot, gli schiavi del futuro, finché anche questi, mossi dalle tentazioni rivoluzionarie dei borghesi, si rivolteranno come gli schiavi guidati da Spartaco.
Oggi le vittime del consumismo, i ragazzi che sfasciano e saccheggiano, sono guidati da borghesi, quegli stessi che hanno inventato e sostenuto il consumismo, a cui comunque non intendono rinunciare. E allora tutti in piazza a sostenere inutili battaglie, inutili perché vanno contro se stessi. Tutti in piazza a gridare contro la borghesia e i suoi valori, borghesi contro borghesi, pur di cambiare tutto purché tutto rimanga come sempre.
Attenzione a costruire nuovi eroi borghesi. Più li maltratti e li sottovaluti, più diventano pericolosi. Il borghese tiene a un’immagine conformista e persuasiva, tollerante e libertaria, e sfoga le sue frustrazioni col nichilismo che adesca proseliti e martiri. Altri eroi da sacrificare e santificare.
Quando sento i giovani che dicono di non avere un futuro, cosa dovrei dire io, vecchio come sono, che ho il futuro alle spalle?
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