Italian flag
ItaliaPsicologia e DintorniSlide-main

Il senso del non limite

1 minuti di lettura

Questo è la psicosi, nella sua definizione clinica e nel suo significato psicopatologico: uno stato patologico della mente. È una denominazione che si adatta perfettamente agli scenari cui abbiamo assistito di recente: esplosioni di rabbia distruttiva, furia anti-istituzionale, puro vandalismo. Protagonisti: giovani e giovanissimi.

Quando si smarrisce il senso del limite e si agisce privi di una reale motivazione, spinti unicamente dal desiderio di esibire un’onnipotenza distruttiva, si può a ragione parlare di psicosi. È la fotografia di una mente che ha smesso di pensare e che riduce il corpo a un automa carico di odio e risentimento.

Chi sono davvero questi ragazzi, così lontani dalla politica intesa nel suo senso più alto ed etimologico — ovvero la scienza del ragionamento e dell’agire per il bene comune? Per comprendere questo fenomeno voglio sottoporre all’attenzione quelle che mi sembrano tre distinte motivazioni. Certamente ce ne sono altre, ma, di getto, mi sento di evidenziarne almeno tre.

La prima risiede nella regia delle organizzazioni criminali, di cui questi giovani diventano mere truppe d’assalto. Accade come in guerra o nelle fasi più buie delle rivoluzioni: le manovalanze criminali, o aspiranti tali, vengono sguinzagliate come una forza eversiva e incontrollata per seminare il terrore. Chi li manovra persegue profitti illeciti e li assoggetta a un’ideologia: si individua un nemico formale e s’inocula l’odio necessario per muovere queste giovani pedine.

La seconda motivazione risiede nell’emarginazione profonda, quella di chi si sente privo di passato e senza futuro. È l’assenza di speranza, unita alla paura, che spinge i ragazzi verso l’autodistruzione o al farsi massacrare nelle piazze. Il pensiero corre ai Lazzari napoletani — da cui il termine “lazzaroni” —, scagliati contro le élite intellettuali e antisistema dell’Ottocento; erano loro ad acclamare con gioia il supplizio di nobili e prelati giustiziati dalle forze antiliberali.

La terza motivazione è la convinzione radicata di essere stati abbandonati dalle istituzioni, da cui deriva la percezione che l’unica regola rimasta sia la “legge della giungla”, spietata e sanguinaria. Una regressione ancestrale che ricorda da vicino i ragazzi del celebre romanzo Il signore delle mosche.

Ecco che cosa significa davvero psicosi. Si manifesta quando una massa inasprita si accanisce contro cose e persone, mossa dalla frustrazione del non avere e del non essere, e dal terrore incontrollato di essere stata abbandonata, per sempre, dalla ragione e dalla civiltà.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
AmbienteAttualitàCostume&SocietàEconomia&LavoroItaliaSlide-main

Il giorno più lungo dell'anno

1 minuti di lettura
Torna l’ora solare domani, domenica 25 ottobre. Bisogna portare indietro le lancette dell’orologio di un’ora Sarà il giorno più lungo dell’anno, 24…
AttualitàSlide-mainSportTreviso

Dolomiti Bellunesi a Treviso. Oggi al Tenni sarà una sfida aperta

2 minuti di lettura
Un match molto sentito, un derby che ritrova le due squadre dopo l’incontro di Coppa Italia di serie C, dove i bellunesi…
AttualitàSlide-mainVeneto

Autonomia del Veneto, nove anni dal referendum: la Regione lancia dieci borse di studio per i giovani

3 minuti di lettura
Dal referendum del 2017 all’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri: le tappe del percorso dell’autonomia e l’iniziativa di…